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Food 3 min di lettura5 giorni fa

Saboris Antigus 2025, il cuore del festival passa dai giovani

La 13esima edizione mette al centro famiglie, piccoli produttori e nuovi residenti dell’Isola, con un gemellaggio a Smirne e 9 comuni coinvolti tra ottobre e dicembre.

Nel racconto di Saboris Antigus 2025 il tema più forte non è soltanto la cucina, ma chi la mantiene viva. A guidare la nuova edizione sono famiglie, produttori locali e soprattutto i giovani che scelgono di restare in Sardegna, dentro una manifestazione che punta a legare tradizione, territorio e sviluppo.


Il messaggio dietro i piatti

Per Cristiano Erriu, segretario generale della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, l’iniziativa mostra in modo concreto come le produzioni del posto possano diventare una leva per far crescere i territori. La sua lettura arriva mentre la rassegna entra nella 13esima edizione, costruita attorno al titolo “Gusto e Territori. Protagonisti in prima persona”.

L’idea portante è quella di andare oltre la semplice degustazione. Le ricette antiche, il lavoro dei piccoli artigiani del cibo e la scelta delle nuove generazioni di non abbandonare l’Isola diventano il centro del progetto, che anche quest’anno prova a raccontare il patrimonio gastronomico sardo attraverso le persone che lo custodiscono.


Nove tappe tra ottobre e dicembre

La formula resta itinerante e tocca diversi centri della Trexenta e del Sarcidano. Il calendario parte il 25 ottobre a Gergei e si chiude il 20 dicembre a Mandas, passando per Selegas, Serri, Siurgus Donigala, Gesico, Suelli, Guasila e Nurri.

Ogni comune organizza la propria giornata nel centro storico, usando il cibo come filo conduttore ma affiancandolo a artigianato, mestieri antichi, cultura e musica. Il pubblico può assistere anche a dimostrazioni dedicate alla preparazione di pane, saponi e formaggi secondo la tradizione isolana.

Nei ristoranti vengono proposti pranzi e cene a tema, oltre a degustazioni legate ai prodotti del territorio e al tema dell’anno. Completano il programma gruppi folkloristici, balli sardi, spettacoli itineranti, mostre e visite guidate, con ingresso libero e alcune attività su prenotazione.

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Il gemellaggio guarda al Mediterraneo

Anche in questa edizione c’è spazio per un confronto con un altro territorio del mare nostrum. Il gemellaggio scelto per il 2025 è con Smirne, città turca che entra nel progetto come interlocutrice su agricoltura, vino, olio, tradizioni gastronomiche e trasmissione dei saperi.

Gli organizzatori leggono questo scambio come un richiamo a un patrimonio condiviso che unisce Sardegna e sponda orientale del Mediterraneo. Smirne, tra l’altro, è indicata come il primo laboratorio al mondo di Cittaslow Metropolis, il progetto nato per trasferire il modello del “buon vivere” dalle piccole città a una grande area urbana, lavorando su sostenibilità, partecipazione e qualità della vita.

L’idea del confronto internazionale non è nuova per Saboris Antigus. Nel 2024 la rassegna aveva coinvolto per la prima volta un territorio straniero, Creta, mettendo a paragone prodotti e preparazioni come grano, olio d’oliva, pane, lumache e il chodro cretese, che richiama la fregula sarda.

Nel 2025 il percorso dei gemellaggi ha toccato invece la Dalmazia, con un passaggio a Gesico che ha portato dentro la manifestazione anche l’isola di Brač. In quell’occasione sono state richiamate preparazioni come il Brač Vitalac, a base di interiora di agnello cotte allo spiedo, e la torta Hrapoćuša, dolce di Dol realizzato con frutta secca e dalla superficie simile alla roccia dell’isola.

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