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Food 2 min di lettura2 ore fa

Piombo, spezie e acqua tra le fonti dell’esposizione infantile

Spezie, stoviglie, acqua e confezioni possono veicolare il metallo, soprattutto nei primi anni dello sviluppo

Circa un miliardo di minori nel mondo presenta concentrazioni elevate di piombo nel sangue. L’esposizione, prevenibile, può compromettere lo sviluppo soprattutto durante l’infanzia.

Nei neonati e nei bambini piccoli l’assorbimento del metallo è maggiore, proprio mentre cervello e organismo attraversano una fase di crescita rapida. Nelle nazioni con risorse economiche limitate o intermedie, il problema riguarda un minore su due.

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Le principali fonti alimentari

Il piombo può arrivare a tavola attraverso prodotti di uso comune. Tra gli alimenti più esposti figurano alcune spezie, tra cui peperoncino, tamarindo, curcuma e paprika, mentre contenitori e barattoli possono ancora essere chiusi con saldature che includono il metallo.

Un ulteriore pericolo è legato a integratori e rimedi privi di controlli adeguati. Anche piatti e recipienti in ceramica o terracotta, se realizzati senza rispettare gli standard previsti, possono trasferire piombo agli alimenti.

L’acqua potabile non è esclusa dal rischio. Impianti, rubinetteria e giunzioni risalenti a prima del 1986 possono rilasciare il metallo, che finisce poi nell’acqua utilizzata per bere o cucinare. Un caso noto si verificò a Flint, in Michigan.


I danni per la salute

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha spiegato che «non esiste un livello sicuro noto di esposizione al piombo». Secondo il responsabile dell’Oms, nei bambini le conseguenze possono protrarsi per tutta la vita e danneggiare le capacità di apprendimento e crescita.

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L’esposizione è stata collegata a oltre 3,5 milioni di morti ogni anno. Il metallo può colpire in modo permanente il cervello in formazione, riducendo la possibilità di raggiungere il pieno sviluppo delle proprie capacità.

La questione è stata discussa a New York durante un incontro sostenuto da Bloomberg Philanthropies, Coefficient Giving e Partnership for a Lead-Free Future. L’obiettivo indicato dagli esperti è ridurre la presenza del piombo negli alimenti, nell’acqua e nel sangue delle persone.


Le misure per ridurre l’esposizione

Per Tedros Adhanom Ghebreyesus il fenomeno può essere contrastato: «Questa è una tragedia che possiamo prevenire». L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta preparando un Piano d’Azione Globale e il pacchetto tecnico PREVENT, previsti per la presentazione all’Assemblea Mondiale della Sanità del prossimo anno.

Anche le aziende stanno cercando alternative alle lavorazioni che impiegano piombo. Adalberto Maluf, segretario per l’ambiente urbano in Brasile, ha riferito che l’industria è pronta a collaborare e che talvolta gli stessi fornitori ignorano la presenza del metallo nei prodotti.

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