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Food 3 min di lettura18 ott

Pappe per neonati, il Texas sfida Nestlé: cosa contestano i test

La procura texana accusa Gerber e Nestlé USA di aver minimizzato i rischi legati ad arsenico, piombo e cadmio presenti in alcuni ingredienti.

Il Texas ha già ottenuto un accordo con Plum Organics per rendere più severi i controlli sui metalli pesanti negli alimenti destinati ai neonati. L’intesa, raggiunta a settembre, prevede anche la pubblicazione dei risultati delle analisi per i prodotti venduti nello Stato e viene considerata un precedente senza eguali negli Stati Uniti.

L’indagine della procura texana non si è però fermata a quel produttore: ora coinvolge Gerber Products Company e Nestlé USA, chiamate a rispondere davanti alla giustizia per le informazioni diffuse sulla sicurezza dei loro omogeneizzati.

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I produttori respingono le accuse

Nestlé nega che i prodotti Gerber rappresentino un pericolo e sostiene di aver collaborato con l’ufficio del Procuratore Generale Ken Paxton durante l’inchiesta. Un portavoce del gruppo ha dichiarato: «Vogliamo rassicurare i genitori sul fatto che gli alimenti Gerber sono sicuri e nutrienti. Riteniamo che le accuse siano prive di fondamento».

La società ha inoltre spiegato che arsenico, piombo, cadmio e altre sostanze possono trovarsi naturalmente nel terreno e passare, in quantità ridotte, a cereali, frutta e ortaggi. Secondo Nestlé, la loro presenza viene contenuta attraverso la scelta delle materie prime, le richieste rivolte ai fornitori e verifiche sulla qualità.

Il gruppo afferma che ogni prodotto Gerber viene sottoposto a controlli su più di 500 tossine e contaminanti e che gli standard applicati rispettano, o in alcuni casi superano, quelli previsti dalle norme statunitensi. Nestlé ha anche ribadito il proprio sostegno al programma della Food and Drug Administration per ridurre progressivamente l’esposizione dei bambini agli agenti contaminanti.


Le contestazioni sui metalli pesanti

L’azione giudiziaria è stata presentata sulla base della legge texana contro le pratiche commerciali ingannevoli. Secondo l’accusa, Gerber avrebbe promosso i propri alimenti come puri, sicuri, sottoposti a controlli rigorosi e sostenuti dal parere dei medici, mentre le verifiche interne avrebbero evidenziato concentrazioni rilevanti di metalli pesanti negli ingredienti.

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Tra il 2017 e il 2019, sostiene la procura, l’azienda avrebbe impiegato 67 partite di farina di riso con una quantità di arsenico superiore di oltre nove volte al limite federale fissato per l’acqua imbottigliata. Nelle carote sarebbero state rilevate concentrazioni di cadmio fino a 17 volte più alte rispetto alla stessa soglia, mentre nelle patate dolci il piombo avrebbe raggiunto livelli vicini a dieci volte il limite.

L’ufficio di Paxton contesta inoltre la frequenza dei controlli sul mercurio e osserva che, per gran parte del periodo esaminato, le analisi avrebbero riguardato soltanto alcuni ingredienti, non i prodotti completi destinati ai lattanti. Nel 2021, due campioni di cereali a base di riso analizzati da un laboratorio statale dell’Alaska avrebbero poi superato i limiti federali per l’arsenico.


Nessun ritiro per i contaminanti

La procura sostiene che Gerber fosse a conoscenza dei risultati ottenuti nei propri laboratori, ma abbia continuato a vendere gli alimenti senza ritirarli dagli scaffali e senza aggiungere avvertenze sulle confezioni. In passato l’azienda aveva disposto richiami per la presenza di frammenti di plastica o per possibili rischi di soffocamento; non avrebbe invece adottato provvedimenti analoghi per i metalli pesanti.

Paxton ha indicato proprio questo comportamento come il cuore della causa, richiamando l’obbligo delle aziende di mantenere le promesse rivolte alle famiglie: «Quando un’impresa fa dichiarazioni su ciò che i genitori danno ai loro bambini, deve rispondere della loro veridicità».

L’accordo già raggiunto con Plum Organics stabilisce limiti più rigidi per diverse sostanze: recepisce le indicazioni della Food and Drug Administration sul piombo, quelle europee per cadmio e arsenico inorganico e introduce una soglia interna di 10 parti per miliardo per il mercurio. L’inchiesta del Texas prosegue e potrebbe estendersi ad altri produttori di alimenti per l’infanzia.

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