Dylan Dog, 40 anni di incubi serviti a tavola
L’Indagatore dell’Incubo festeggia il traguardo con una galleria di storie in cui il cibo diventa paura, ironia e atmosfera, tra chef inquietanti, piatti impossibili e un Dylan vegetariano e astemio.
La ricorrenza dei 40 anni di Dylan Dog riporta in primo piano un dettaglio che lo rende quasi paradossale: il personaggio di Tiziano Sclavi non beve alcol e non mangia carne, eppure nei suoi albi la tavola è spesso teatro di orrori e trovate grottesche.
Un compleanno tra edicole e palco
Il 26 settembre 2026 segna quattro decenni dall’esordio dell’Indagatore dell’Incubo in edicola. Il primo numero, L’alba dei morti viventi, arrivò nel 1986, lo stesso anno in cui nacque il Gambero Rosso come inserto del Manifesto. Per celebrare l’anniversario è prevista la Dylan Dog Horror Night, con 80 sedi coinvolte tra librerie e fumetterie in tutta Italia venerdì 25 settembre 2026; poi, dal 28 ottobre 2026, il personaggio approderà anche al teatro Eliseo di Roma.
Il suo rapporto col cibo resta inquietante
Vegetariano e astemio, Dylan è lontanissimo da ciò che gli capita di vedere nelle storie. Tra le pagine compaiono cuori in umido, locali in cui la brigata finisce nel piatto e persino una sirena accompagnata da un Montrachet Grand Cru 2016 di Romanée-Conti. Il contrasto tra le sue abitudini e quel mondo di eccessi è uno dei motivi per cui il personaggio continua a sembrare attuale.
A rafforzare questa impressione c’è anche il contesto in cui si muove: Londra, spesso grigia e avvolta dalla pioggia, diventa lo sfondo perfetto per fantasmi, maniaci e serial killer. In mezzo a tutto questo, Groucho mantiene l’equilibrio con le sue battute, mentre Dylan continua a oscillare tra realtà e sogno affidandosi al suo “quinto senso e mezzo”.
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Chef, ristoranti e piatti impossibili
Tra le storie citate spicca Jenny è pazza, tornata con Sclavi alla sceneggiatura dopo nove anni di assenza: al centro c’è anche il tema dell’alcolismo di Dylan, che in apertura brinda con Amarone durante una cena sentimentale prima che il racconto riapra vecchie ferite. Un altro albo, firmato da Barbara Baraldi e disegnato da Davide Furnò, mette il protagonista davanti a un cuoco cannibale e alla specialità del giorno: cuore in umido.
La lista continua con un episodio ambientato in un grattacielo londinese dove il caldo e l’assurdo dominano una cena in un ristorante esclusivo; qui Groucho risponde con una battuta rimasta nel tono della serie: «Basta aspettare di essere raggelato dal conto».
Più recente è la storia che ha aperto il 2026 e dato il via alle celebrazioni: una cliente arriva da Dylan perché sente di non esistere, poi la trama si sposta verso una chef londinese che serve ai clienti la carne della propria brigata. Nella collana Enciclopedia della paura, invece, il racconto Il Cacciatore porta in un locale gourmet chiamato L’Antro, dove il cuoco Orione prepara piatti capaci, in modo oscuro, di trasformare i desideri di chi mangia. Qui compare anche un abbinamento che da solo basta a rendere l’atmosfera: la sirena con Montrachet Grand Cru 2016 di Romanée-Conti.
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