Dalla frittata da 5 euro al whisky da 18.900: il doppio volto di Velier
La cifra più alta sfiora i 18.900 euro, ma nello stesso indirizzo di Genova si può mangiare una frittata da 5 euro.
È questo il contrasto che definisce Velier in Banchi, il nuovo spazio aperto dall’azienda di Luca Gargano, dove il lusso dei distillati convive con una cucina essenziale e diretta.
Il valore sta nella storia
Dietro questa impostazione c’è un’idea molto precisa: conta la qualità, insieme all’identità del prodotto e alla sua origine, che si tratti di un piatto semplice o di una bottiglia rarissima. Gargano, alla guida di Velier dagli anni Ottanta, ha costruito nel tempo un marchio riconosciuto soprattutto per la selezione di rum e altri distillati ricercati.
L’azienda genovese, nata nel 1947, ha trasformato ricerca, territori e rapporti con i produttori in un tratto distintivo. Da pochi mesi questo universo ha anche una sede accessibile al pubblico, che porta all’interno di Palazzo Serra una parte del mondo Velier.
Un salotto nato a Genova
Il locale si trova in piazza Banchi, nel cuore del centro storico, al primo piano di Palazzo Serra. È il primo spazio aperto da Velier nella sua storia e la scelta del luogo non è casuale, perché il centro di Genova è parte integrante del progetto.
L’ambiente non punta a imitare un tempio del lusso. Dentro convivono bar, cucina, bottiglieria, lounge e un’area pensata come una grande stanza comune, adatta sia a un aperitivo sia a una sosta più lunga.
Cucina semplice, prezzi molto bassi
La proposta gastronomica sorprende soprattutto per la sua immediatezza. Nel menu compaiono giardiniera dei Fratelli Pavesi, arancino, ’nduja, minestrone genovese, tonno rosso di Carloforte, battuta di carne e il piatto della pace con pomodoro, pane e olio.
Accanto a questi piatti ci sono prodotti degli orti, come pinzimonio, frittata del giorno, insalata mediterranea e calabritas, oltre a salumi, formaggi italiani e francesi, Parmigiano Reggiano di Bianca Modenese, cioccolato e alcuni dessert. Molte portate costano tra 4 e 6 euro; il tonno arriva a 9, i formaggi a 10 o 12, la verticale di salumi a 14.
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Dalla frittata alle bottiglie da collezione
La stessa sede ha ospitato anche la degustazione della nuova Artist Nikka Whisky, una serie firmata da La Maison du Whisky con Nikka. Il progetto comprende otto single cask, divisi tra Yoichi e Miyagikyo, con etichette realizzate dalle fotografie di Yoshiki Hase nelle due distillerie.
Le bottiglie sono pochissime e le età vanno dai dieci ai quarant’anni. Tra i pezzi più accessibili c’è il Miyagikyo 2015, dieci anni, maturato in un recharred puncheon: 507 bottiglie e un prezzo di 380 euro. Il Miyagikyo 2010, quindici anni in botte ex Porto, scende a 204 esemplari e sale a 890 euro.
La scala cambia con il Yoichi ventennale affinato in Mizunara, proposto a 3.500 euro per 297 bottiglie. Più in alto ci sono il Miyagikyo 1986, quaranta anni e 174 esemplari, a 9.900 euro, e lo Yoichi 1986 da una singola botte, limitato a 39 bottiglie in tutto il mondo e venduto a 18.900 euro.
Un oggetto per pochi collezionisti
Questi numeri spiegano bene la natura della serie: non si tratta di whisky pensati per il consumo quotidiano, ma di oggetti che si muovono nel territorio del collezionismo di fascia altissima. In molti casi finiscono in mani private più che nei bar o nei ristoranti specializzati.
Il paragone con il vino viene spontaneo, anche se i mercati non sono sovrapponibili. Per capire l’ordine di grandezza, basti pensare che 3.500 euro per il Yoichi ventennale richiamano certe annate di Bordeaux o Borgogna, mentre 18.900 euro collocano il pezzo finale della serie in un’area riservata a pochissimi acquirenti.
Resta però il punto centrale: a Velier in Banchi le due estremità si toccano senza forzature. Da un lato il minestrone, il pane e la giardiniera; dall’altro un whisky che costa quanto un’utilitaria. A unirli è la stessa logica con cui Gargano ha costruito il suo nome: scegliere cose fatte bene, con una storia precisa e un carattere riconoscibile.
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