Cugnà, la mostarda piemontese senza senape che sfida il tempo
Una specialità nata nelle cascine per recuperare i prodotti della vendemmia può accompagnare la neve e conservarsi per più di quattro decenni.
In Piemonte esiste una preparazione insolita, legata alla cucina contadina e alla necessità di non buttare nulla. È la cugnà, una mostarda particolare che, nonostante il nome, non prevede senape e può restare commestibile per oltre 40 anni.
Una mostarda che mostarda non è
La cugnà si distingue innanzitutto per la sua composizione. Alla base ci sono il mosto cotto, la frutta raccolta in autunno e diversi tipi di frutta secca, ingredienti che restituiscono il legame della ricetta con la stagione della vendemmia.
Il risultato viene chiamato mostarda, ma non ha tra i suoi elementi la senape. Il termine indica quindi una preparazione tradizionale dal carattere particolare, costruita su ciò che la campagna offriva dopo la raccolta dell’uva.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Dalla cascina alla neve
Nelle cascine piemontesi la cugnà aveva anche una funzione concreta: permetteva di utilizzare la frutta e gli altri alimenti rimasti dopo la vendemmia, trasformandoli in una conserva invece di sprecarli.
La sua lunga durata ha alimentato una tradizione singolare. In passato veniva consumata persino con la neve, mentre la preparazione, se conservata correttamente, può arrivare a superare i 40 anni.
Continua a leggere
Pinot Bianco, la scommessa di Terlano che sfida il tempo
Dalle bottiglie nascoste da Sebastian Stocker alle etichette più celebri, la cantina altoatesina ha dimostrato che un grande bianco può evolvere per decenni.
Polpo senza acqua: il trucco barese per tenerlo tenero
Con pochi ingredienti e una cottura lenta nella casseruola, il polpo rilascia il liquido necessario e diventa morbido, saporito e pronto anche per condire la pasta.
Carne coltivata, la svolta passa da cani, sushi e cioccolato
Dopo il ridimensionamento delle promesse iniziali, le cellule coltivate cercano spazio in alimenti per animali, carni lavorate, salmone e cacao.
Gordon Ramsay, ricavi record ma il conto resta in rosso
Il gruppo britannico dello chef supera i 100 milioni di sterline di fatturato, ma chiude ancora con una perdita: pesano gli investimenti nelle nuove aperture londinesi.