Gordon Ramsay, ricavi record ma il conto resta in rosso
Il gruppo britannico dello chef supera i 100 milioni di sterline di fatturato, ma chiude ancora con una perdita: pesano gli investimenti nelle nuove aperture londinesi.
Il marchio Gordon Ramsay continua a crescere per dimensioni e visibilità, ma i conti britannici non sono ancora tornati in utile. Le attività inglesi hanno oltrepassato quota 100 milioni di sterline di ricavi, mentre il bilancio si è chiuso con un passivo di 5,8 milioni: un risultato negativo, seppure migliore rispetto all’esercizio precedente, quando il rosso era stato quasi doppio.
Ricavi in salita, utili ancora lontani
La perdita conferma una difficoltà che accompagna il gruppo da diversi anni. Prima della pandemia il business era redditizio: nel 2019 aveva prodotto un utile di 15,2 milioni di sterline. L’emergenza sanitaria ha però cambiato il quadro e nel 2021 il passivo aveva raggiunto il picco di 6,8 milioni.
A sostenere il miglioramento più recente è stata soprattutto la crescita del fatturato. Il gruppo internazionale, che comprende 103 ristoranti, ha registrato ricavi complessivi pari a 151,8 milioni di sterline, in aumento del 7% sul periodo precedente. Anche l’EBITDA, cioè il margine operativo lordo prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni, è salito; tuttavia non sono stati distribuiti dividendi agli azionisti.
Secondo Andy Wenlock, amministratore delegato di Gordon Ramsay Restaurants, l’andamento del 2026 ha beneficiato sia della maggiore esposizione televisiva sia dell’espansione internazionale. La società ha inoltre sottoscritto nuovi accordi di licenza negli Stati Uniti e considera sempre più importanti licenze, franchising e contratti di gestione per accompagnare la crescita.
Londra diventa il banco di prova
Il progetto più impegnativo è quello realizzato nella torre 22 Bishopsgate, nella City di Londra. Qui il gruppo ha inaugurato Bread Street Kitchen & Bar, il centesimo locale della propria rete, insieme ad altri quattro ristoranti distribuiti ai piani alti dell’edificio. L’investimento complessivo per le cinque aperture è stato di 20 milioni di sterline, la cifra più elevata mai destinata dal gruppo a un singolo progetto.
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L’operazione londinese è stata accompagnata dal debutto, il 18 febbraio 2026, della prima stagione della docuserie Being Gordon Ramsay su Netflix. Il programma mostra lo chef mentre prepara l’apertura e intreccia il lavoro alla vita familiare, con la presenza della moglie Tana e delle figlie Tilly e Holly.
La parte finale segue le ore più concitate prima dell’arrivo dei clienti: dopo un avvio parziale segnato da difficoltà organizzative, la squadra deve completare il locale in appena dodici ore. La trasmissione ha contribuito a rafforzare l’interesse verso il nuovo ristorante e, secondo la ricostruzione del gruppo, anche a sostenere l’incremento del fatturato.
L’espansione prosegue all’estero
Nel corso del 2026 Gordon Ramsay Restaurants ha aperto anche un Gordon Ramsay Steak a Vancouver e un Hell’s Kitchen a Ibiza. A queste inaugurazioni si sono aggiunti nuovi indirizzi in Medio Oriente e in Asia, ampliando una rete che ormai non dipende soltanto dal mercato britannico.
La società beneficia inoltre dell’attività televisiva e della produzione di contenuti, elementi che alimentano la riconoscibilità dello chef anche oltre il pubblico appassionato di cucina. Il prossimo esercizio sarà particolarmente indicativo: con investimenti presumibilmente più contenuti, i risultati economici mostreranno quanto la crescita dei ricavi riesca davvero a trasformarsi in profitti.
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