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Food 4 min di lettura4 giorni fa

Cocconato d’Asti, il borgo che rinasce tra vini, cucina e idee

Tra Monferrato e colline ventilate, Cocconato attira visitatori con vendemmia, cucina d’autore, palio e un fitto circuito di botteghe e aziende aperte.

Chi arriva fin quassù non trova soltanto un borgo panoramico del Monferrato: incontra un piccolo laboratorio di idee, sapori e memorie che negli ultimi anni ha rimesso Cocconato al centro delle rotte più curiose. La salita non è breve, ma è proprio questa distanza a rafforzarne il fascino.

A settembre il paese si riempie ancora di più: iniziano la vendemmia e la raccolta delle nocciole, mentre Cocco Wine porta nel centro storico stand e assaggi di vini monferrini. È il momento in cui si capisce perché in tanti parlino di un luogo dove, davvero, succedono molte cose.


Una rinascita costruita sui sapori

A Cocconato il rilancio passa attraverso attività concrete, spesso nate da ricordi personali. Alberto Marchetti, maestro gelataio torinese, qui tornava da bambino; anni dopo ha deciso di cercare una seconda casa e ha trovato un paese vivo, anche se fragile, con l’unico forno vicino alla chiusura. Da lì è nato un progetto condiviso con altri ristoratori, artigiani e persone rientrate dalla città.

Il risultato è il Villaggio diffuso, ma anche una costellazione di indirizzi che accompagna la visita: l’Osteria bell’e buona, il Combrì per aperitivi e pizze, poi salumeria, pastificio e gelateria firmati dalla Combriccola Marchetti. Intorno a via Roma, asse storico del borgo, si affacciano il Palazzo Comunale del Quattrocento e l’Antica Farmacia del Seicento, mentre il negozio-laboratorio Le Parole delle Cose aggiunge un’altra sfumatura con gli oggetti e le storie raccolti da Tamara Bocchi.

La cucina è uno dei motori più forti anche fuori dal circuito Marchetti. Alessia Rolla, alla guida di Cantina Nicola, ha costruito durante il lockdown una proposta personale con una brigata tutta femminile, fra Barbera d’Asti Docg, Freisa d’Asti Doc, tecniche internazionali e 150 erbe del suo orto. Il suo sorbetto di limone e spuma di liquirizia nasce da un ricordo d’infanzia, mentre la tartare di coniglio è ormai uno dei piatti che meglio riassumono la sua idea di alta cucina piemontese.


Torri, palio e borghi aperti

Il cuore storico del paese si legge anche dall’alto. La Torre, un tempo mulino e poi antenna del telegrafo, oggi è un punto panoramico che in certe giornate permette persino di intravedere Milano. È ciò che resta del castello dei conti Radicati, che qui governarono per 400 anni e ottennero anche il privilegio di coniare moneta.

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La memoria nobiliare si intreccia con quella religiosa e architettonica: la chiesa seicentesca di Santa Maria della Consolazione, Palazzo Martelletti con la sua locanda, e le strade del centro costruiscono un itinerario compatto ma ricco. Non a caso Cocconato ha rafforzato il suo Palio, che a settembre unisce fiera enogastronomica in stile medievale, corsa degli asini e sfilata dei borghi.

Il clima, più fresco e ventoso rispetto alle aree vicine, ha fatto guadagnare al territorio il soprannome di Riviera del Monferrato. Per conoscerlo meglio si può camminare nell’anello del Parco forestale dell’Alberone, noleggiare una bici o una e-bike, oppure seguire itinerari come il Cammino Romanico tra Cocconato e Albugnano, con tappa all’abbazia di Santa Maria di Vezzolano, o il Sentiero 700 verso Crea. Non mancano guide e servizi locali, perché qui il turismo si appoggia sempre più a una rete organizzata.


Famiglie, campi e nuove scelte

Il filo della rinascita passa anche dai racconti di chi ha deciso di tornare. Andrea Demetrio, dell’Azienda agricola Fratelli Rocca, ricorda Cocconato come la cascina dei nonni e spiega che sapere quel luogo abbandonato lo ha spinto a lasciare Ingegneria al Politecnico di Torino, rientrare e mettere su famiglia dedicandosi alle nocciole. Accanto ai noccioleti ha anche un piccolo gregge di pecore savoiarde, considerate rarissime.

Dal 2022 Demetrio fa parte del Consorzio Cocconato-Riviera del Monferrato insieme a viticoltori, apicoltori, distillatori e agricoltori che hanno scelto colture bio e aziende aperte al pubblico. Le visite si accompagnano a degustazioni, masterclass e picnic, mentre la sua Tonda Gentile delle Langhe Igp finisce in torte monferrine e in percorsi didattici tra i campi.

Il clima non aiuta sempre: la nocciola, spiega, fiorisce a gennaio, affida il polline al vento e soffre molto l’estate secca. Eppure è proprio questa combinazione di fatica, talento e ostinazione a definire Cocconato: un colle che richiede sforzo per essere raggiunto, ma che poi restituisce molto più di quanto prometta.

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