Cantina Kurtatsch, 190 famiglie pagate per la qualità
La cooperativa altoatesina ha ricevuto il premio del Gambero Rosso e punta sui vigneti tra 500 e 900 metri
Cantina Kurtatsch ha ricevuto il riconoscimento di Cooperativa dell’Anno nella guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso. La realtà di Cortaccia, in Alto Adige, riunisce 190 famiglie e ha scelto di legare il compenso dei soci alla qualità delle uve, non alla quantità consegnata.
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Il premio e la scelta dei soci
Fondata nel 1900, la cantina conta circa 190 ettari e ha cambiato indirizzo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta. Da allora ha ridotto il peso della produzione basata sui volumi, concentrandosi sulle varietà più adatte ai diversi appezzamenti.
Il riconoscimento è arrivato insieme ai Tre Bicchieri assegnati all’Alto Adige Gewürztraminer Frauenrigl Riserva 2024. Andreas Kofler, presidente di Cantina Kurtatsch e del Consorzio Vini Alto Adige, ha spiegato che la cooperativa ha introdotto nuove uve oltre alla Schiava, scegliendole in base alle caratteristiche dei terreni.
Secondo Kofler, una struttura cooperativa di dimensioni contenute consente di seguire i viticoltori con continuità. «Il nostro principio è remunerare la qualità delle uve e il lavoro dei viticoltori, non semplicemente la quantità conferita», ha detto parlando dell’organizzazione della cantina.
Vigneti più in alto
Il cambiamento climatico sta influenzando anche la disposizione delle varietà. La temperatura scende in media di circa 0,6 gradi ogni 100 metri di altitudine e, per questo, alcune uve vengono spostate verso quote maggiori.
Il Gewürztraminer premiato proviene ora dall’UGA Frauenrigl, con vigne collocate circa 150 metri più in alto rispetto alla precedente origine, l’UGA Brenntal. Kofler ha osservato che anche una differenza altimetrica di questa entità può modificare le condizioni di coltivazione, pur in presenza di caratteristiche geologiche simili.
Nelle aree più calde possono trovare spazio varietà in grado di sopportare meglio le temperature elevate, come il Cabernet. Il Gewürztraminer, invece, può beneficiare di terreni situati a maggiore altitudine. L’obiettivo non è portare ovunque la viticoltura a quote molto superiori, ma ridistribuire le uve nelle zone già coltivate.
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Uve alpine e nuove produzioni
La cantina produce per il 65% vini bianchi, una tipologia che secondo Kofler risponde bene alla domanda attuale grazie a freschezza, bevibilità e prezzi accessibili. L’azienda ritiene così di risentire meno della diminuzione generale dei consumi rispetto ad altre realtà.
L’interesse maggiore riguarda i vini delle UGA d’alta quota, ottenuti da vigneti tra 500 e 900 metri. Molte etichette sono arrivate sul mercato soltanto di recente, mentre diverse riserve saranno disponibili nei prossimi anni: per questo la cantina considera ancora prematuro un bilancio definitivo.
Le UGA sono state pensate per rendere più leggibile l’origine delle uve. Agronomi ed enologi hanno confrontato le caratteristiche dei territori per individuare le varietà più appropriate, in linea con una richiesta crescente di informazioni sulla provenienza degli alimenti e delle bevande.
Giovani e mercato estero
Cantina Kurtatsch ha avviato anche la linea Flein, basata sui succhi d’uva invece che sui vini privi di alcol. La produzione ha raggiunto circa 20mila bottiglie, una quantità ancora ridotta rispetto agli 1,7 milioni di bottiglie complessive, ma il progetto sarà ulteriormente sviluppato.
Per Kofler, il ricambio generazionale dipenderà soprattutto dalla possibilità di garantire ai giovani un reddito sufficiente per restare nei masi. La cooperazione altoatesina dovrà quindi adattarsi ai consumi, rafforzare la presenza internazionale e aumentare la conoscenza dell’Alto Adige sui mercati esteri.
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