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Food 3 min di lettura22 set

Alba, il tartufo bianco torna protagonista: date, eventi e prezzi

La 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba mette al centro relazioni, cucina ed esperienze diffuse tra città e colline: ecco appuntamenti, storia e valore del prodotto simbolo delle Langhe.

Il richiamo più forte dell’edizione 2026 non è solo il mercato del tartufo, ma l’insieme delle attività che lo accompagnano: cooking show, cene speciali, degustazioni e visite guidate. La 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba andrà in scena dal 10 ottobre al 6 dicembre, con Alba e le colline Unesco animate per nove settimane.


Un programma che punta sull’esperienza

Tra i protagonisti annunciati ci sono Carlo Cracco, Paolo Griffa e Federico Zanasi. In calendario anche i pranzi della tradizione, le scuole di cucina al Castello di Roddi e i wine tasting guidati dai sommelier AIS, pensati per avvicinare il pubblico ai vini delle Langhe in modo semplice e divulgativo.


Il tema di quest’anno è Autentiche Relazioni

La manifestazione ruota attorno allo slogan “Autentiche Relazioni”, scelto per sottolineare il legame costruito in quasi cento anni tra persone, ambiente, cultura e comunità. Il Tuber magnatum Pico, spiegano gli organizzatori, può svilupparsi solo dove restano in equilibrio bosco, suolo, acqua, biodiversità e cura del territorio.

Il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba tornerà nel Cortile della Maddalena, rinnovato negli spazi e aperto al pubblico ogni sabato e domenica dal 10 ottobre al 6 dicembre. Qui si potranno osservare, annusare e acquistare esemplari selezionati dalla Commissione Qualità, insieme a formaggi, salumi, nocciole, dolci e vini locali.


Dai brunch alla cena solidale

Nel calendario figurano anche appuntamenti al Castello di Roddi, dove sono previste visite guidate seguite da pranzi tradizionali in collaborazione con la Barolo & Castle Foundation. Nello stesso luogo si terranno due brunch firmati da Luigi Taglienti, in programma il 10 ottobre e il 7 novembre alle 11.00.

Il 29 ottobre, al Teatro G. Busca, è attesa la cena Antonio Guida’s friends, dedicata all’associazione Fiori Rari. In cucina con Antonio Guida ci saranno Matias Perdomo, Eugenio Boer, Stefano Baiocco e Wicky Priyan; la serata servirà a sostenere l’attività dell’associazione, che segue bambini e famiglie in situazioni di fragilità. Per Guida, inoltre, verrà assegnato il Premio Dawn to Earth.

Non mancheranno le analisi sensoriali del tartufo al Mudet – Museo del Tartufo e gli approfondimenti sui vini di Langhe, Monferrato e Roero al Museo Eusebio. Tra gli eventi speciali spicca poi Alta Langa Aperitivo – Magnum Première, fissato per domenica 25 ottobre al Teatro Sociale G. Busca di Alba, con degustazione di Metodo Classico piemontese e proposta gastronomica di Paolo Griffa.

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Dalle origini al valore del tartufo

La storia della Fiera parte nel 1929, quando nacque come mostra a premi dentro la fiera della vendemmia grazie a Giacomo Morra, alla guida dell’Hotel e Ristorante Savona di Alba. Tre anni più tardi arrivò il Palio degli Asini, ideato da Pinot Gallizio, mentre nel 1933 la rassegna assunse il nome di Fiera del Tartufo d’Alba.

Negli anni Cinquanta la manifestazione superò i confini locali e conquistò attenzione internazionale, fino a diventare una vetrina globale per l’enogastronomia delle Langhe. Oggi continua a raccontare anche il lavoro dei trifolau, che cercano i tartufi nel bosco e tramandano il mestiere di generazione in generazione.

Il Tuber magnatum Pico resta un prodotto difficile da replicare: cresce spontaneamente sotto terra, non ha una coltivazione commerciale affidabile e dipende da condizioni precise. La sua presenza è legata a terreni umidi e calcarei, in simbiosi con alberi come querce, tigli, pioppi, salici e noccioli; la raccolta in Piemonte apre il 1° ottobre.


Quanto costa e perché cambia tanto

Il prezzo del tartufo bianco d’Alba non è fisso e varia molto da un’annata all’altra. In media si colloca tra i 1.500/2.000 e i 4.000 euro al chilo, ma nelle stagioni più scarse può toccare anche 5.000-6.000 euro al chilo.

A incidere sono soprattutto la pezzatura, il clima e la quantità complessiva raccolta dai trifolau con i loro cani. Gli esemplari più grandi valgono di più rispetto a quelli piccoli o frammentati, mentre pioggia e temperature possono spingere il prezzo verso l’alto quando la produzione si riduce.

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