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Food 2 min di lettura16 ore fa

Teroldego nel risotto: il trucco per non perdere aroma e cremosità

Un primo piatto dal colore rubino e dal profumo intenso, con indicazioni per la cottura, alcune varianti e il modo migliore per conservarlo.

Se ne resta una porzione, il risotto al Teroldego può essere riposto fino al giorno successivo in frigorifero, dentro un contenitore ben chiuso. Anche dopo la conservazione mantiene il suo carattere, purché venga riscaldato con qualche attenzione.

Per riportarlo in tavola è sufficiente unirvi un mestolo di brodo caldo e scaldarlo per alcuni minuti. In questo modo la preparazione recupera morbidezza e dà l’impressione di essere stata appena cucinata.


Le varianti cambiano carattere

La ricetta di base è già completa, ma si presta a diverse interpretazioni. Durante la tostatura si può aggiungere della salsiccia sbriciolata, così da ottenere un gusto più deciso e una consistenza ancora più ricca.

Chi preferisce una proposta vegetariana può puntare sul radicchio, da ridurre a pezzetti e far appassire insieme alla cipolla. Il vino permette anche altri abbinamenti: seguendo la stessa idea si può, per esempio, preparare un risotto al Barolo.


Un vino che si riconosce

Il Teroldego porta nel piatto il profilo del territorio trentino. Le sue sfumature floreali e fruttate richiamano ciliegia e lampone, mentre il colore rosso rubino rende il risotto invitante già alla vista.

Durante la cottura il vino sprigiona un profumo intenso, capace di diffondersi in cucina. Il risultato coinvolge quindi non soltanto il palato, ma anche l’olfatto e la vista, soprattutto nei mesi più freddi, quando gli aromi risultano particolarmente piacevoli.

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Come ottenere una mantecatura cremosa

Per cominciare, si fa appassire la cipolla tritata in una pentola ampia con 4 cucchiai di olio extravergine di oliva. Si incorpora quindi il riso e lo si lascia tostare per qualche minuto, mescolando con cura.

A questo punto si versa tutto il Teroldego e si attende che venga assorbito gradualmente. L’alcol evapora, mentre nel riso restano le note aromatiche del vino.

Si prosegue aggiungendo il brodo poco alla volta e rimestando spesso, così che i chicchi rimangano sempre circondati dal liquido. Quando il riso raggiunge la cottura desiderata, si spegne il fuoco.

Il passaggio finale è la mantecatura: si uniscono un pezzo abbondante di burro e il Grana grattugiato, poi si mescola energicamente fino a ottenere una crema uniforme. Dopo un breve riposo, il risotto va servito ben caldo.

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