Wall Street, subito pressione: il Dow perde quasi l’1%
Avvio negativo per i principali listini statunitensi: il Dow Jones arretra dello 0,97%, mentre Nasdaq e S&P 500 registrano perdite più contenute.
È il Dow Jones a segnare la flessione più ampia nelle prime contrattazioni a Wall Street, con un calo dello 0,97% a 52.384,19 punti. Anche gli altri principali indici americani iniziano la seduta in territorio negativo.
LOOKFANTASTIC
-22% da LOOKFANTASTIC IT
Il Dow guida il ribasso
Il Nasdaq arretra dello 0,37% e si porta a 25.908,94 punti. La perdita è inferiore a quella registrata dal Dow Jones, ma conferma l’avvio debole dei mercati azionari statunitensi.
Il movimento al ribasso coinvolge dunque sia il listino industriale sia quello tecnologico. I due indici partono dalla stessa direzione, pur con intensità diverse.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
S&P 500 ancora in calo
Anche l’S&P 500 apre in flessione: l’indice lascia sul terreno lo 0,54% e scende a 7.629,82 punti. Il dato colloca il principale riferimento del mercato americano tra i listini colpiti dal ribasso iniziale.
All’avvio, quindi, tutti e tre gli indici riportano una variazione negativa: il calo maggiore è del Dow Jones, seguito dall’S&P 500 e dal Nasdaq.
Continua a leggere
Petrolio sopra 100 dollari, Borse sotto pressione: Milano cede lo 0,6%
L’aumento del greggio riaccende i timori sull’inflazione, mentre a Piazza Affari Eni vola dopo i risultati e Stellantis affonda.
Inflazione, ottobre accende il conto: trasporti e cibo sotto pressione
L’Upb segnala rincari più evidenti in alcuni comparti, ma l’impatto sui prezzi resta più graduale rispetto alla crisi del 2021-2022; Pil 2026 confermato all’1%.
Borse sotto pressione, Eni vola: il petrolio supera quota 104 dollari
Le tensioni in Medio Oriente spingono energia e gas, mentre i principali listini europei arretrano e i titoli di Stato restano quasi invariati.
Lusso sotto pressione: la Cina frena Gucci, Prada resiste
I conti dei primi nove mesi del 2026 mostrano un mercato disomogeneo: Kering resta stabile nel trimestre, Hermès rallenta e Prada cresce soprattutto nelle Americhe.