Petrolio sopra 100 dollari, Borse sotto pressione: Milano cede lo 0,6%
L’aumento del greggio riaccende i timori sull’inflazione, mentre a Piazza Affari Eni vola dopo i risultati e Stellantis affonda.
L’ondata di vendite che ha seguito l’apertura negativa di Wall Street continua a pesare sui listini europei. A frenare gli investitori sono soprattutto il nuovo balzo del petrolio e il possibile impatto sui prezzi, fattori che potrebbero condizionare le prossime mosse delle banche centrali. Resta inoltre prudente il comparto tecnologico, con il mercato chiamato a valutare la solidità degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
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Il greggio riaccende i timori
Lo Stoxx 600 lascia sul terreno lo 0,7%. Francoforte arretra dell’1,1%, Parigi dello 0,8%, mentre Milano e Londra segnano entrambe una flessione dello 0,6%; Madrid limita il calo allo 0,2%.
Tra i settori più deboli spiccano i tecnologici, in ribasso dell’1,7%, il lusso, che perde il 3,2%, e le automobili, giù dell’1%. Al contrario, l’energia guadagna il 2,5% sostenuta dal rincaro del greggio: il Wti sale del 2,5% a 101,92 dollari al barile, mentre il Brent aumenta del 2% a 115,45 dollari.
Anche il gas registra un rialzo: ad Amsterdam il prezzo cresce del 3,8%, raggiungendo 93,43 euro per megawattora. Le utility, invece, cedono lo 0,9%.
Piazza Affari divisa tra rialzi e vendite
Il titolo peggiore del listino milanese è Stellantis, che perde il 6,8%. Scendono anche Technoprobe (-3,4%), Tim (-2,3%) e Prysmian (-2,2%). Nel comparto del lusso Moncler arretra del 2,2%, mentre Brunello Cucinelli lascia sul terreno l’1,9%.
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La seduta resta complicata per gran parte delle banche: Bper cede l’1,6%, Intesa Sanpaolo l’1,2%, Unicredit l’1% e Mps lo 0,3%. Banco Bpm si muove invece in controtendenza, con un progresso dell’1,3%.
A sostenere il mercato è soprattutto Eni, che avanza del 4,9% nel giorno della pubblicazione dei risultati. Positivi anche Tenaris (+3,3%), Saipem (+1,8%), Campari e Avio, entrambe in crescita dello 0,9%.
Spread stabile sopra quota 120
Sul mercato obbligazionario il differenziale tra i titoli decennali italiani e tedeschi si porta a 124 punti base. Il rendimento del Btp a dieci anni è al 4,58%, contro il 3,33% del Bund di pari durata.
L’andamento dei prezzi energetici mantiene così alta l’attenzione sulle prospettive dell’inflazione. Per gli operatori, il tema potrebbe avere un peso rilevante nelle decisioni che le banche centrali assumeranno sulla politica monetaria.
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