Petrolio oltre 100 dollari, Borse in affanno: Milano cede
L’escalation dei prezzi energetici riporta la cautela sui mercati europei, mentre Piazza Affari arretra dello 0,13% e Kering crolla a Parigi dopo i risultati
L’impennata delle quotazioni energetiche torna a pesare sull’umore degli investitori: il petrolio ha raggiunto i livelli più elevati degli ultimi cinque mesi e il gas continua a rincarare. In questo scenario, i principali listini europei si muovono in territorio negativo, con Milano che lascia sul terreno lo 0,13% a 48.342 punti del Ftse Mib.
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Energia sotto osservazione
A spingere le materie prime è soprattutto l’attenzione sulla situazione in Medio Oriente e sullo Stretto di Hormuz. Il Wti ha superato nuovamente la soglia dei 100 dollari al barile, segnando un rialzo dello 0,9%, mentre il Brent viaggia intorno ai 114 dollari, in progresso dello 0,7%.
Non rallenta neppure il gas: il prezzo sale del 3,8% e i contratti Ttf trattati ad Amsterdam oltrepassano i 93 euro per megawattora. L’aumento dei costi energetici mantiene quindi elevata la volatilità sui mercati e contribuisce alla flessione dello Stoxx 600, in calo di un quarto di punto.
Piazza Affari perde terreno
A Milano le vendite colpiscono soprattutto Stellantis, in ribasso del 2,27%, Tim, che arretra dell’1,5%, e alcuni titoli della moda. Moncler scende dell’1,95%, mentre Brunello Cucinelli cede l’1,85%.
In controtendenza si muove Eni, che guadagna il 3,2% dopo la pubblicazione dei conti. Il rialzo del gruppo energetico si inserisce in una seduta comunque debole per il listino italiano, condizionato dall’incertezza internazionale.
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Kering affonda a Parigi
Il quadro resta negativo anche sulle altre piazze del continente. Francoforte perde lo 0,57%, Parigi lo 0,67%, Madrid lo 0,20% e Londra lo 0,26%. Nella capitale francese Kering crolla dell’11,5% dopo i risultati.
Sul mercato obbligazionario lo spread tra Btp e Bund si amplia fino a circa 126 punti base. Il rendimento del decennale italiano si avvicina al 4,59%, mentre quello dell’Oat francese rimane sopra il 5%.
Sul fronte valutario, infine, l’euro resta debole nei confronti del dollaro e viene scambiato a 1,1198 dollari.
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