Eni spinge Milano, ma il petrolio supera 100 dollari: mercati in bilico
Piazza Affari resiste grazie al balzo del gruppo energetico, mentre tensioni geopolitiche, debito francese e attesa per Moody’s frenano gli investitori.
Il rialzo di Eni e la corsa del greggio sostengono Piazza Affari, in una seduta europea comunque caratterizzata dalla prudenza. Il petrolio ha superato i 100 dollari al barile, mentre i mercati seguono da vicino le tensioni internazionali e l’evoluzione dei rendimenti obbligazionari.
A pesare sul clima resta l’incertezza sulle prossime decisioni di Donald Trump riguardo all’Iran. Secondo quanto riportato dal New York Times, il presidente statunitense potrebbe valutare un nuovo attacco dopo le elezioni di metà mandato: un’ipotesi che contribuisce a mantenere elevati i prezzi dell’energia.
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Eni trascina Piazza Affari
Il principale indice milanese si muove in territorio positivo, mentre gli altri listini del continente procedono senza una direzione comune. A dare slancio al mercato italiano sono soprattutto le azioni Eni, premiate dopo la diffusione dei risultati dei primi nove mesi del 2026.
Il gruppo ha inoltre annunciato una cedola straordinaria e l’incremento del programma di riacquisto delle proprie azioni. Nel comparto energetico avanzano anche Saipem e Tenaris, mentre il settore bancario resta sostanzialmente stabile. Moncler, invece, arretra dopo il rialzo della seduta precedente, seguito alla pubblicazione dei suoi conti.
Lusso sotto pressione e petrolio in rialzo
A indebolire il comparto della moda è soprattutto Kering, che ha comunicato ricavi inferiori alle attese per il periodo gennaio-settembre. Gucci continua a non mostrare segnali di ripresa e il titolo del gruppo francese perde circa il 10%, mettendo in secondo piano i risultati positivi annunciati da Prada e Zegna.
Sul fronte delle materie prime, il Wti si porta oltre quota 100 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord oscilla intorno ai 114 dollari. Anche il gas naturale sale sopra i 90 euro per megawattora. Sul mercato valutario l’euro resta sopra 1,12 dollari, mentre lo yen continua a rafforzarsi grazie al suo ruolo di valuta considerata più sicura nelle fasi di tensione.
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Francia osservata speciale sui bond
L’attenzione degli operatori rimane concentrata sui titoli di Stato, con il rendimento del Btp decennale al 4,59% e lo spread italiano oltre 125 punti. Il mercato attende soprattutto il giudizio di Moody’s sul debito pubblico francese, previsto in serata.
Il rendimento dei titoli francesi a dieci anni resta sopra il 5%, al 5,06%, mentre il differenziale della Francia si mantiene intorno a 174 punti. Domani, inoltre, sono previste manifestazioni sia in Francia sia in Italia, un ulteriore elemento seguito dagli investitori insieme alle tensioni ancora aperte in Ucraina e all’attesa per le elezioni della prossima settimana in Israele.
Tokyo chiude una settimana difficile
La Borsa di Tokyo ha recuperato parte delle perdite accumulate all’inizio della seduta, quando le vendite sui titoli tecnologici avevano spinto il Nikkei a perdere oltre il 2%. L’indice ha poi terminato gli scambi a 62.693,16 punti, con una flessione dello 0,34%, mentre il Topix ha lasciato sul terreno lo 0,79%, a 3.965,81 punti.
Il bilancio degli ultimi cinque giorni resta però negativo: il Nikkei ha perso complessivamente il 4%, tornando sui livelli più bassi dalla fine di luglio. Gli operatori guardano anche all’inflazione giapponese: a settembre i prezzi core hanno superato per la prima volta in nove mesi gli obiettivi della banca centrale, alimentando l’ipotesi di una politica monetaria più restrittiva nei prossimi mesi. Il cambio tra dollaro e yen, dopo essere sceso fino a 156,2, è risalito sopra quota 157.
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