Un lavoratore per pensionato: il dato che mette in allarme l’Italia
Nel 2025 il rapporto tra occupati e pensionati è arrivato alla parità, mentre il Mezzogiorno presenta già un saldo ancora più critico.
Il sistema previdenziale italiano si trova davanti a un equilibrio molto diverso da quello di pochi decenni fa: nel 2025, secondo l’ufficio studi Cgia, per ogni pensionato c’è un solo lavoratore occupato. Negli anni Ottanta, invece, il rapporto era di tre lavoratori per ciascun pensionato. Una trasformazione che aumenta la pressione sui conti pubblici e rende più complesso il ricambio nelle imprese.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Il rapporto demografico si è capovolto
La distanza rispetto al passato emerge con chiarezza dal confronto storico. Se allora una platea ampia di occupati sosteneva ogni pensionato, oggi il numero dei lavoratori e quello dei percettori di pensione risultano sostanzialmente equivalenti.
Le prospettive indicate dall’analisi aggiungono un ulteriore elemento di preoccupazione: tra il 2025 e il 2029 circa tre milioni di persone lasceranno il mercato del lavoro. Nello stesso periodo, la spesa è destinata a crescere di oltre il 10%, aggravando il peso già sostenuto dalle finanze dello Stato.
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Al Sud la situazione è ancora più fragile
Il quadro nazionale nasconde differenze territoriali rilevanti. Nel Mezzogiorno, infatti, tutte le regioni registrano già un numero di pensioni superiore a quello degli occupati, con un rapporto quindi più sfavorevole rispetto alla media italiana.
La dinamica non riguarda soltanto la sostenibilità della previdenza. Le piccole imprese, già alle prese con la ricerca di personale qualificato, rischiano di dover affrontare anche una crescente difficoltà nel sostituire chi esce dal lavoro. Il pensionamento di una parte consistente della forza occupata può così rendere più difficile assicurare il passaggio di competenze e il ricambio generazionale.
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