Redditi, l’Italia riduce il divario ma resta lontana dall’Europa
Nel 2025 il coefficiente di Gini è sceso a 31,0, il valore più contenuto dal 2014, ma il dato nazionale supera ancora quello medio dell’Unione europea.
Il 2025 ha segnato un miglioramento per l’Italia sul fronte della distribuzione dei redditi: il divario tra le fasce della popolazione si è ridotto ai livelli più bassi dell’ultimo decennio. Il Paese, tuttavia, continua a presentare una situazione più diseguale rispetto alla media dell’Unione europea.
GioiaPura
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Il divario cala, ma non abbastanza
I dati Eurostat indicano per l’Italia un coefficiente di Gini pari a 31,0, in diminuzione rispetto al 32,2 registrato nel 2024. Si tratta del risultato migliore dal 2014, secondo le tabelle diffuse dall’istituto statistico europeo.
L’indice misura quanto il reddito disponibile sia distribuito in modo uniforme: il valore 0 corrisponde alla perfetta uguaglianza, mentre 100 rappresenta la massima concentrazione possibile nelle mani di una sola persona. Nonostante il progresso italiano, il dato resta superiore a quello dell’Ue, passato da 29,4 a 29,2 nello stesso periodo.
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Minori, andamento più favorevole
Tra gli under 18 la riduzione è stata ancora più marcata. In Italia il coefficiente è sceso a 29,3, contro il 31,1 dell’anno precedente, mostrando un arretramento della disuguaglianza nella fascia più giovane della popolazione.
Anche a livello europeo il valore riferito ai minori è diminuito, ma in misura più contenuta: dal 28,7 del 2024 al 28,6 del 2025. Il confronto conferma quindi che, pur con un miglioramento nazionale, l’Italia rimane sopra la media dell’Unione anche considerando la popolazione sotto i 18 anni.
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