Trasporti Ue, in gioco 467 miliardi: la corsa verso il 2050
Von der Leyen rilancia il completamento della rete europea di ferrovie, strade e vie navigabili per rafforzare il mercato unico.
Il completamento della rete dei trasporti dell’Unione europea potrebbe tradursi in una crescita del Pil del 2,4% entro il 2050, pari a 467 miliardi di euro. È la stima presentata da Ursula von der Leyen a Bruxelles, durante l’apertura di Connecting Europe Days, appuntamento dedicato alle infrastrutture e ai collegamenti continentali.
Una rete unica per il mercato europeo
Secondo la presidente della Commissione europea, il mercato unico non può funzionare pienamente senza collegamenti più rapidi ed efficienti. Il progetto riguarda l’integrazione di ferrovie, strade e vie navigabili capaci di unire città, porti e terminal oggi inseriti in sistemi nazionali non sempre coordinati.
«Il nostro mercato unico ha bisogno di connessioni migliori e più veloci», ha affermato von der Leyen nel corso della cerimonia. La presidente ha aggiunto che l’Europa deve progettare il proprio sistema dei trasporti pensando ai prossimi decenni e ha indicato come obiettivo la costruzione di una vera Unione dei trasporti.
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Il nodo delle infrastrutture mancanti
Al centro della strategia c’è il completamento della rete transeuropea dei trasporti, conosciuta come Ten-T. L’intervento punta a colmare i tratti mancanti, ridurre le strozzature lungo i collegamenti tra gli Stati membri e superare le separazioni che ancora caratterizzano le reti dei singoli Paesi.
Von der Leyen ha riconosciuto il contributo di quanti stanno già lavorando alla realizzazione della rete, ma ha chiesto di mantenere l’impegno per rispettare gli obiettivi fissati. «Dobbiamo trasformare i sistemi nazionali in un’unica rete veramente europea», ha dichiarato, collegando il progetto infrastrutturale alla possibilità di liberare un rilevante potenziale economico per l’intero continente.
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