Mps, la scelta non è ancora scritta: Lovaglio guarda a novembre
L’amministratore delegato di Rocca Salimbeni invita a leggere il voto sulle operazioni Banco Bpm e Banca Generali come una leva negoziale, non come una scelta definitiva
La partita per il futuro di Mps, secondo Luigi Lovaglio, non si decide con un semplice sì o no contrapposto a Intesa. L’amministratore delegato di Rocca Salimbeni colloca il momento decisivo più avanti, tra novembre e dicembre, lasciando nel frattempo aperte diverse possibilità.
Il voto non chiude la partita
Lovaglio ha chiarito che l’assemblea di Mps non deve essere interpretata come un referendum tra la proposta della banca e quella di Intesa. L’approvazione delle Ops su Banco Bpm e Banca Generali, quindi, non equivarrebbe necessariamente a una scelta conclusiva sull’operazione alternativa.
La logica indicata dal vertice è quella della flessibilità. Dare il via libera alle due operazioni consentirebbe agli azionisti di non restringere subito il campo e di mantenere disponibili più opzioni in vista dei passaggi successivi.
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La leva sul prezzo di Intesa
Il voto favorevole avrebbe anche una funzione competitiva nella trattativa legata all’Opas. Secondo Lovaglio, mantenere aperto il percorso di Mps può aumentare la pressione sul prezzo proposto da Intesa, senza trasformare l’assemblea in una decisione definitiva tra i due schieramenti.
La valutazione conclusiva, nelle sue intenzioni, arriverà soltanto tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno. Novembre o dicembre sono indicati come i mesi in cui sarà possibile assumere la decisione realmente determinante per il futuro dell’istituto.
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