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Economia 3 min di lettura1 ora fa

Manovra, il nodo inflazione: Roma chiede spazio all’Europa

Il governo prepara il Documento programmatico tra crescita da rivedere, deficit sotto controllo e richieste a Bruxelles sugli effetti del caro-prezzi.

La clausola di flessibilità per energia e difesa è destinata a entrare nel prossimo passaggio parlamentare sulla manovra. Il governo valuta di attivarla e, insieme al Documento programmatico di finanza pubblica, dovrebbe presentare una relazione specifica con il relativo scostamento di bilancio, atteso al voto il 13 ottobre.


Crescita e deficit sotto esame

Il Documento programmatico dovrà delineare lo scenario economico e indicare, seppure in forma preliminare, gli interventi previsti dalla legge di bilancio e il loro impatto sui conti. Le risoluzioni approvate dalle commissioni parlamentari saranno discusse dall’Aula il 13 ottobre.

Sul tavolo c’è anche la possibile revisione delle stime per il 2026. Le previsioni più recenti convergono su un aumento del prodotto interno lordo compreso tra lo 0,8% e lo 0,9%, rispetto al prudente +0,6% indicato ad aprile. Il disavanzo, invece, dovrà rimanere al di sotto del 3% per consentire all’Italia di puntare all’uscita dalla procedura europea l’anno prossimo.

Tra le ipotesi allo studio figura l’estensione della riduzione della seconda aliquota Irpef ai contribuenti con redditi fino a 60mila euro. Il pacchetto potrebbe comprendere anche un’imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti salariali dei giovani e una cedolare secca, con limiti ancora da definire, per gli immobili commerciali.


Le richieste di Roma a Bruxelles

Il quadro si è fatto più delicato per il ritorno dell’inflazione. La rilevazione di settembre, con una variazione annua già proiettata oltre il 3%, rischia di comprimere le risorse disponibili proprio mentre il governo cerca di sostenere famiglie e imprese.

Giorgia Meloni ha scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per chiedere che l’impatto dei prezzi venga considerato nel controllo della spesa pubblica. Nel caso italiano, secondo la premier, le voci direttamente esposte all’inflazione superano il 20,4% del prodotto interno lordo; un ulteriore 12,0% sarebbe coinvolto a partire dal 2027. Tra gli esempi citati ci sono le pensioni.

Nella lettera, Meloni sostiene che le regole fiscali offrano un margine per valutare questi elementi prima di stabilire il rispetto del vincolo sulla spesa. La questione, definita urgente e non limitata al nostro Paese, potrebbe essere affrontata all’Ecofin del 9 ottobre.

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Extragettito e aiuti energetici

Roma propone inoltre di destinare almeno una quota delle maggiori entrate legate all’aumento dei prezzi a interventi temporanei e selettivi contro il rincaro dell’energia. La richiesta è già stata discussa dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti con gli altri governi europei.

A Bruxelles, tuttavia, prevale prudenza. La Commissione ricorda che l’Italia ha già beneficiato della clausola dedicata a energia e difesa, indicata con l’acronimo Nec, e ritiene prematuro concedere ulteriore flessibilità. Un nuovo intervento, è il ragionamento europeo, potrebbe riaprire l’intero impianto delle regole.

Nel frattempo i rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati e lo spread ha raggiunto 118,5 punti. Il ministero dell’Economia considera quindi particolarmente delicata la costruzione della manovra, anche perché l’inflazione riduce lo spazio per nuove misure.


Pressioni nella maggioranza

Maurizio Leo ha avvertito che la legge di bilancio si annuncia complessa e ha chiesto all’Unione europea di comprendere le difficoltà italiane. Matteo Salvini, con un’impostazione più espansiva, sostiene invece la necessità di una manovra ampia e coraggiosa in una fase segnata dalla nuova accelerazione dei prezzi.

Giorgetti mantiene una linea più prudente e assicura che il provvedimento sarà “serio”. Tra le misure fiscali resta inoltre aperta la discussione sul bonus per la ristrutturazione delle prime abitazioni: l’aliquota del 50% potrebbe essere confermata, mentre il viceministro Leo ha indicato come obiettivo possibile il 65%.

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