7.000Lettori online ora
Economia 4 min di lettura2 ore fa

Fiumicino, la sfida alle low cost: investimenti e rotte per crescere

Aeroporti di Roma risponde ai dubbi di Ryanair citando traffico, nuove destinazioni, tariffe regolate e un piano da 9 miliardi di euro

Per Aeroporti di Roma, lo sviluppo di Fiumicino non può essere valutato soltanto in base ai costi sostenuti dai vettori. «È su questi parametri - domanda reale, qualità, connettività e valore generato per Roma e per il Paese - che si misura lo sviluppo di Fiumicino, non sulle convenienze commerciali di una singola compagnia aerea», ha affermato la società nella replica alle perplessità espresse da Ryanair.


La crescita passa dalla connettività

Il gestore sottolinea innanzitutto il posizionamento raggiunto dallo scalo romano. Fiumicino ha ottenuto la certificazione 5-Star Skytrax e nel 2026 è salito al settimo posto nella classifica dei migliori aeroporti del mondo. A questi riconoscimenti si aggiungono il premio di ACI World come miglior aeroporto europeo della propria categoria, conquistato per il nono anno consecutivo, e il nuovo ACI EUROPE Best Airport Award.

Secondo Aeroporti di Roma, la qualità dell’infrastruttura va considerata insieme all’ampiezza dei collegamenti. L’aeroporto serve oltre 240 destinazioni distribuite in quasi 80 Paesi, con circa 100 compagnie aeree operative, ed è ormai incluso tra i dieci scali più connessi a livello globale. Ryanair stessa, osserva Adr, è il secondo vettore dell’intero sistema aeroportuale romano e contribuisce all’espansione del traffico europeo.


Numeri e investimenti smentiscono i dubbi

La società ricorda che il 2025 si è chiuso per Fiumicino con il primato di 51,3 milioni di passeggeri. Anche l’anno successivo ha mantenuto un andamento positivo: tra aprile e agosto 2026 i viaggiatori sono aumentati dell’1,4% rispetto allo stesso periodo precedente, mentre considerando soltanto luglio e agosto l’incremento è arrivato al 2%.

Nel corso degli ultimi cinque anni, il volume medio dei passeggeri è salito di circa il 3% all’anno. Per sostenere questa evoluzione, Adr dichiara di aver destinato più di 3,6 miliardi di euro allo sviluppo degli scali negli ultimi 12 anni, senza ricorrere a risorse pubbliche.

La società respinge anche l’idea che le tariffe di Fiumicino siano fissate autonomamente dal gestore. I corrispettivi aeroportuali rientrano infatti in un quadro regolamentato e sono sottoposti alla vigilanza dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Adr sostiene inoltre che i livelli applicati siano inferiori alla media degli aeroporti europei comparabili e che non abbiano registrato aumenti negli ultimi 10 anni; per il prossimo periodo, aggiunge, non sono attesi rialzi significativi.


Un piano per evitare la saturazione

Durante la stagione estiva 2026 sono arrivate tre nuove compagnie aeree e sono stati inaugurati 28 collegamenti, 14 dei quali diretti verso mete finora non raggiungibili da Fiumicino. Per Adr, questi dati dimostrano che la domanda esiste già e non dipende semplicemente dalla costruzione di nuovi spazi aeroportuali.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Il Piano di Sviluppo punta proprio ad adeguare in anticipo le infrastrutture all’incremento previsto dei flussi, così da evitare che la saturazione comprometta i collegamenti internazionali dell’Italia. Il progetto comprende investimenti per 9 miliardi di euro, anch’essi senza finanziamenti pubblici, e viene collegato alle proiezioni del nuovo Piano Nazionale Aeroporti, che stima oltre 300 milioni di passeggeri complessivi in Italia nel 2035.

La società ricorda che questo indirizzo rientra nella politica dei trasporti del Governo avviata nel 2012. L’obiettivo dichiarato è proseguire sulla stessa strada nell’interesse del sistema nazionale, mantenendo insieme capacità infrastrutturale, attrattività e occupazione.


Fiumicino non è paragonabile a tutti

Aeroporti di Roma considera poco calzanti i confronti con alcuni scali europei. Nel 2025 l’aeroporto preso come riferimento nei paragoni ha gestito circa 26 milioni di passeggeri, un volume pari all’incirca alla metà di quello di Fiumicino, con una rete orientata soprattutto ai voli di corto e medio raggio e alle destinazioni turistiche europee.

Il principale scalo romano presenta invece una struttura diversa, caratterizzata da una componente intercontinentale rilevante e dal ruolo di nodo di collegamento. Nell’estate 2026, soltanto verso il Nord America, Fiumicino ha offerto 22 destinazioni e fino a 41 partenze al giorno. Nel frattempo, precisa Adr, sono proseguiti anche gli sviluppi verso Asia, Africa e Medio Oriente.

La replica distingue quindi gli interessi commerciali di una singola compagnia dalle esigenze di pianificazione di un’infrastruttura strategica. Per il gestore, il primo tema può riguardare tariffe, prezzi dei biglietti e incentivi, mentre il secondo deve includere accessibilità internazionale, turismo di valore, investimenti e ricadute occupazionali. È in questo quadro che Aeroporti di Roma respinge i dubbi sulle prospettive di Fiumicino e difende il proprio programma di crescita.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere