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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Traffico, l'Italia perde 22 miliardi ogni anno

Sono 1,33 miliardi le ore sottratte agli automobilisti: oltre l'80% si concentra nelle aree urbane

La congestione stradale costa all'Italia circa 22 miliardi di euro ogni anno e sottrae 1,33 miliardi di ore agli automobilisti. L'impatto economico equivale all'1% del prodotto interno lordo.

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Gli spostamenti più rilevanti

Il 53% delle emissioni di CO2 legate alle automobili nasce da tragitti compresi tra 8 e 50 chilometri. Di questa quota, il 10,6% è prodotto da viaggi effettuati nelle città dotate di una rete di trasporto pubblico strutturata, mentre il 26,5% arriva dai piccoli comuni situati fuori dalle aree metropolitane.

Con il mix energetico italiano del 2024, l'auto elettrica continua a registrare il livello emissivo più basso tra le principali motorizzazioni. Il vantaggio rispetto alle vetture ibride a benzina, però, scende dal 65% al 40% se si analizza l'intero ciclo di vita del veicolo.


Il peso del traffico urbano

La parte più consistente delle ore perse si concentra nei centri abitati, che raccolgono più dell'80% del tempo trascorso in coda. I dati sono contenuti nel terzo rapporto dell'Osservatorio Sunrise del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile Most, illustrato oggi a Milano.

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Il valore complessivo della congestione comprende il tempo speso dagli utenti della strada e la relativa perdita economica. Il fenomeno, quindi, non riguarda soltanto la circolazione nelle grandi città, ma incide sulla mobilità quotidiana e sulla produttività nazionale.


Emissioni e parco circolante

Più della metà dei chilometri percorsi dalle automobili viene effettuata nei comuni con meno di 50mila residenti esterni alle città metropolitane. Questi territori generano circa il 52% della CO2 prodotta dalle auto; includendo anche le fasce attorno ai grandi centri, la quota sale al 73%.

Nel 2025 le emissioni del trasporto su strada, calcolate in base ai carburanti commercializzati, sono rimaste pressoché ferme. Anche nello scenario più favorevole, gli obiettivi fissati per il 2030 appaiono difficili da raggiungere, mentre il rinnovo delle automobili in circolazione procede troppo lentamente.

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