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Economia 2 min di lettura53 min fa

Suolo, in Italia record nel 2025: 2.100 km² recuperabili

Il rapporto Ispra segnala 102 km² cementificati in un anno e indica nuove aree per verde e fotovoltaico

Nel 2025 in Italia sono stati impermeabilizzati altri 102 km² di territorio, mentre oltre 2.100 km² risultano potenzialmente recuperabili.

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Il territorio più esposto

L’avanzata delle superfici artificiali ha interessato anche le zone sottoposte a rischio: in dodici mesi sono stati coperti 1.106 ettari nelle aree alluvionabili e 707 ettari in quelle esposte alle frane.

Dal 2006 il fenomeno ha riguardato il 96% dei comuni italiani. Nell’ultimo anno gli incrementi più consistenti, considerando anche il fotovoltaico a terra, sono stati registrati a Tuscania, con 319 ettari, Montalto di Castro, con 316, e Catania, con 198.


I comuni con più nuove coperture

Escludendo gli impianti fotovoltaici installati sul terreno, Roma ha segnato l’aumento maggiore, pari a 74 ettari. Seguono Foggia con 72, Cerignola con 53 e Campagna con 51 ettari.

Il dato emerge dall’edizione 2026 del Rapporto sul Consumo di suolo in Italia, realizzato da Ispra insieme al Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente. La pubblicazione comprende per la prima volta anche una cartografia nazionale delle superfici che potrebbero essere restituite a usi naturali o urbani.


Le aree da recuperare

La nuova ricognizione individua più di 2.100 km² su cui intervenire con rimozione delle coperture, creazione di spazi verdi e riqualificazione del territorio. Sono inoltre disponibili 3.281 km² che potrebbero essere destinati alla forestazione urbana e 1.116 km² di coperture edilizie adatte a ospitare pannelli fotovoltaici.

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Tra le risorse da riutilizzare figurano anche quasi 9,6 milioni di abitazioni non occupate. Le aree pubbliche urbane considerate adatte a interventi di ripristino superano complessivamente 35mila ettari, con le estensioni più ampie in Lazio, Lombardia e Veneto; tra i singoli comuni, il valore più elevato appartiene a Roma.


I numeri del cemento

La quota di territorio nazionale coperta da edifici, strade, piazzali, impianti e altre strutture artificiali ha raggiunto il 7,19%, pari a 21.644 km².

Nel solo 2025 sono andati persi più di 10.200 ettari di aree naturali. I recuperi si sono fermati a 746 ettari, lasciando un saldo negativo vicino ai 9.500 ettari.

La Sicilia ha aggiunto poco più di 1.600 ettari di nuove superfici artificiali, il Lazio oltre 1.400, mentre Puglia e Lombardia hanno superato quota 1.000. Lombardia, Veneto e Campania mantengono anche le percentuali regionali più alte di territorio occupato da costruzioni e infrastrutture: rispettivamente 12,27%, 11,87% e 10,65%.

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