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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Italia, cemento su 102 kmq nel 2025: nuovo record

Sicilia, Lazio, Puglia e Lombardia registrano le estensioni più ampie secondo il rapporto Ispra-Snpa

Nel 2025 il territorio italiano ha perso altri 102 kmq di suolo libero, il dato più alto mai rilevato. L’avanzata delle superfici artificiali ha superato i 3 metri quadrati ogni secondo, oltre 280mila al giorno.

Il valore supera quello del 2024, quando l’incremento aveva raggiunto 83,7 kmq. I numeri sono contenuti nell’edizione 2026 del rapporto dedicato al consumo di suolo, realizzato da Ispra insieme al Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente.

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Le aree da recuperare

La nuova edizione non si limita a quantificare la crescita delle superfici impermeabilizzate. Per la prima volta propone anche una ricognizione nazionale degli spazi che potrebbero essere recuperati e destinati ad altri utilizzi.

La mappatura segnala 3.281 kmq adatti a interventi di forestazione urbana. Sono stati inoltre individuati 1.116 kmq di coperture edilizie che potrebbero ospitare pannelli per la produzione di energia solare.


Case vuote e spazi urbani

Tra le risorse riutilizzabili figurano anche quasi 9,6 milioni di alloggi attualmente privi di occupanti. Il loro recupero rappresenta una delle possibilità indicate dal rapporto per contenere la necessità di nuove costruzioni.

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Le aree pubbliche urbane considerate idonee a interventi di ripristino superano nel complesso 35mila ettari. Le superfici più estese si trovano in Sicilia, Lazio, Puglia e Lombardia, mentre il primato tra i singoli comuni spetta a Roma.


Le regioni con più consumo

Il quadro territoriale mostra una presenza rilevante del fenomeno anche in Lombardia e Veneto, che figurano tra le regioni con le maggiori estensioni di aree pubbliche recuperabili. Il rapporto distingue quindi tra il suolo trasformato nel corso dell’anno e quello che potrebbe essere riportato a una funzione ambientale o urbana diversa.

Nel complesso, la rilevazione fotografa un aumento della copertura artificiale rispetto all’anno precedente e, allo stesso tempo, mette a disposizione dati sulle superfici già presenti che potrebbero essere riqualificate.

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