Rapporto Istat, redditi in aumento ma l’Italia resta divisa
Il Bes 2026 segnala più occupazione e redditi, ma persistono povertà, precarietà e forti differenze tra territori e generazioni.
L’Italia ha registrato miglioramenti su redditi, occupazione e longevità, ma il rapporto Istat Bes 2026 conferma profonde disuguaglianze. Le differenze riguardano soprattutto area geografica, genere e generazioni, mentre tra giovani e donne cresce il senso di insicurezza.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura + spedizione gratis
Redditi più alti, lavoro instabile
Il potere d’acquisto delle famiglie è aumentato soltanto del 2,2% negli ultimi due anni. Su un periodo molto più lungo, il reddito reale pro capite ha segnato una crescita complessiva del 2,8% in trent’anni.
Anche l’occupazione è migliorata, ma il rapporto segnala che l’aumento dei posti di lavoro non coincide con una maggiore stabilità. Il 7,5% della popolazione dichiara inoltre di avere difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
Povertà ancora diffusa
La ripresa degli indicatori economici non ha eliminato le situazioni di grave disagio. In Italia 5,4 milioni di persone vivono ancora in condizioni di povertà assoluta.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il quadro restituito dal rapporto rimane quindi molto diverso a seconda del territorio di residenza, del sesso e dell’età. Le disuguaglianze continuano a incidere sulle condizioni materiali e sulla percezione del futuro, soprattutto tra le fasce più giovani e tra le donne.
La speranza di vita cresce
Sul fronte demografico, la speranza di vita alla nascita ha raggiunto 83,7 anni, il valore più alto indicato nel rapporto. Il dato conferma l’allungamento della vita media della popolazione italiana.
L’aumento della longevità convive però con difficoltà economiche e occupazionali che restano distribuite in modo non uniforme. Il Bes 2026 descrive così un Paese capace di migliorare alcuni indicatori, ma ancora segnato da forti divari sociali e territoriali.
Continua a leggere
Rinnovabili, l'Italia resta indietro sugli obiettivi 2030
Il rapporto Asvis esamina i ritardi nazionali e la richiesta di Confindustria sulla competenza statale in materia energetica
Aumento Unipol, raccolti 2,46 miliardi per gli sportelli Mps
L’offerta si chiude al 98,42%; i diritti residui saranno collocati in Borsa il 28 e 29 ottobre
Aumento Unipol per Mps, raccolti 2,46 miliardi
Il 28 e 29 ottobre saranno collocati in Borsa i diritti rimasti inutilizzati, salvo chiusura anticipata
Clausola Nec, la Commissione Ue risponde all'Italia
Bruxelles intende sostenere Roma nell'uso della flessibilità per difesa ed energia, senza finanziare i combustibili fossili