Terziario, la sfida dei 3 milioni: un solo contratto per tutti
I sindacati puntano a riunire imprese molto diverse nella stessa trattativa e indicano il 10 e l’11 novembre come date di partenza.
Quasi 3 milioni di addetti potrebbero essere coinvolti in un percorso volto a rendere più uniformi salari, diritti e condizioni di lavoro nel terziario. L’obiettivo delle organizzazioni sindacali è superare la frammentazione delle trattative e mettere allo stesso tavolo realtà produttive molto differenti, dai negozi indipendenti ai grandi gruppi della distribuzione, fino alle cooperative.
La sfida non riguarda soltanto il rinnovo economico del contratto collettivo nazionale. Filcams, Fisascat e Uiltucs intendono infatti verificare se sia possibile costruire un confronto comune tra tutte le rappresentanze imprenditoriali del settore, nonostante interessi e modelli organizzativi spesso lontani tra loro.
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Un settore, esigenze diverse
Nel comparto convivono il commercio di piccole dimensioni, la distribuzione moderna e organizzata e il sistema cooperativo. Questa varietà ha finora favorito negoziati separati, perché ogni area datoriale porta al tavolo priorità e problemi specifici.
Secondo i sindacati, però, l’ampiezza del contratto e il numero delle persone interessate rendono necessario cercare una maggiore convergenza. L’intento è ridurre le differenze nelle tutele e nei trattamenti applicati ai lavoratori, senza ignorare la complessità delle aziende coinvolte.
La convocazione passa dalle date
Dopo aver illustrato la propria piattaforma per il rinnovo, le tre federazioni hanno inviato una richiesta congiunta alle associazioni datoriali. Nell’elenco figurano Federdistribuzione, Confcommercio, le cooperative e Confesercenti, tutte invitate a partecipare allo stesso confronto.
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Per l’avvio del negoziato sono stati indicati il 10 e l’11 novembre. Una partenza ravvicinata permetterebbe, nelle intenzioni sindacali, di arrivare alla definizione dell’intesa entro l’inizio del 2027, quando è prevista la scadenza dell’attuale contratto.
Sul tavolo anche 220 euro
La piattaforma presentata alla fine di settembre contiene anche una richiesta economica precisa: un incremento medio complessivo di 220 euro a regime. La cifra si inserisce nel pacchetto di rivendicazioni che dovrà essere discusso con le controparti.
Il nodo centrale resta tuttavia la composizione del tavolo. Riunire soggetti datoriali con dimensioni, strutture e necessità differenti rappresenta il passaggio più complesso, ma per Filcams, Fisascat e Uiltucs è anche la condizione per affrontare in modo unitario il futuro del terziario.
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