Energia, la svolta di Cei vale 30 milioni: obiettivo 30 MW
La società milanese amplia il proprio ruolo e punta a produrre energia rinnovabile in Italia, soprattutto attraverso impianti fotovoltaici con batterie.
La volatilità dei mercati energetici spinge Compagnia Energetica Italiana a cambiare passo. Dopo oltre dieci anni concentrati sulla vendita di luce e gas, la società milanese si prepara a entrare anche nella produzione di elettricità, con un piano da 30 milioni di euro.
L’operazione dovrebbe svilupparsi nell’arco di 2-3 anni e portare alla realizzazione o all’acquisizione di impianti capaci di generare complessivamente 25-30 MW da fonti rinnovabili. Il progetto sarà rivolto esclusivamente al mercato italiano e la prima iniziativa è attesa entro la fine dell’anno, mentre l’attività dovrebbe partire concretamente a gennaio.
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La produzione entra nel piano di Cei
L’azienda intende acquistare e gestire strutture prevalentemente fotovoltaiche, affiancandole a sistemi di accumulo a batteria. L’obiettivo è aggiungere la produzione al modello già basato sulla vendita, così da rafforzare il controllo sulla fase di approvvigionamento.
«Abbiamo un piano progressivo di investimenti in impianti su un orizzonte temporale di 2-3 anni con l’obiettivo di raggiungere una capacità di 25-30MW di energia rinnovabile, tendenzialmente fotovoltaica, per un impegno previsto fino a 30 milioni di euro nel periodo», ha spiegato Enrico Pozzi, presidente e amministratore delegato di Compagnia Energetica Italiana.
La scelta, secondo la linea indicata dal vertice, non nasce dalla volontà di aumentare rapidamente il numero dei clienti. Cei preferisce intervenire sulla disponibilità di energia, dopo aver già iniziato ad acquistare direttamente dai produttori, per arrivare gradualmente a un’integrazione tra vendita e generazione.
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Più stabilità contro i mercati agitati
La decisione arriva in una fase ancora complessa per il settore. Alla forte impennata dei prezzi registrata nel 2022, dopo l’inizio della guerra russa in Ucraina, si sono aggiunte nuove pressioni legate alla crisi mediorientale e alle tensioni nello stretto di Hormuz.
Pozzi ha descritto uno scenario nel quale non sempre l’andamento dei prezzi risulta coerente con i differenziali e con le esigenze di capitale circolante. Per Cei, la produzione diretta può quindi diventare una componente utile a rendere più stabile l’attività, mantenendo un’impostazione prudente e basata su un portafoglio equilibrato.
La società esclude un approccio fondato sulla speculazione e punta invece a costruire nel tempo una presenza lungo più fasi della filiera. Gli impianti rinnovabili, insieme alle batterie, rappresentano il primo tassello di questa strategia: un investimento graduale, con il fotovoltaico come tecnologia di riferimento.
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