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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Danieli accelera in Europa e guarda a Piombino: la svolta entro fine anno

Il gruppo friulano prevede il ritorno alla crescita dopo il calo dei ricavi e prepara nuovi investimenti tra acciaio europeo, Ilva e Metinvest.

Il progetto di Piombino entra in una fase decisiva: Danieli e Metinvest puntano a individuare entro la fine dell’anno il terzo partner per la nuova acciaieria, scelto da una lista di candidati più ampia del previsto. L’operazione si inserisce in un momento di rilancio per il gruppo friulano, che dopo la flessione dei ricavi vede crescere il portafoglio ordini anche in Europa.

La società, tra i principali operatori mondiali nella progettazione e realizzazione di impianti siderurgici, ha chiuso l’ultimo esercizio con un fatturato sceso da 4,2 a 3,8 miliardi di euro, una contrazione del 9%. La redditività è rimasta stabile e l’utile è stato definito soddisfacente dal presidente Alessandro Brussi.

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Piombino cerca il terzo alleato

Danieli detiene il 25% della società comune costituita con Metinvest per costruire a Piombino una nuova acciaieria, indicata nel testo come impianto da 27 milioni di tonnellate. Il reperimento delle risorse finanziarie resta complesso, anche perché il gruppo ucraino sta affrontando pesanti conseguenze economiche legate alla guerra.

Per questo motivo il progetto è stato aperto a un ulteriore investitore. Brussi ha spiegato che sono già emersi diversi interessamenti e che la scelta dovrebbe arrivare “in un mese e mezzo”, con l’obiettivo di chiudere il percorso entro l’anno. Danieli è inoltre coinvolta nella cordata promossa da Federacciai per l’ex Ilva: la controllata Abs ha avuto accesso alla documentazione dell’impianto e sta valutando le condizioni per un’eventuale proposta orientata alla sostenibilità.


Ordini in ripresa dopo il calo

Il rallentamento dei ricavi viene collegato alla distribuzione temporale degli ordini, non a un indebolimento strutturale del portafoglio. L’amministratore delegato Giacomo Mareschi Danieli prevede infatti un recupero già nel corso dell’esercizio in corso, sostenuto da commesse arrivate in India, negli Stati Uniti e, ora, anche sul mercato europeo.

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Tra le operazioni più rilevanti figura un contratto statunitense da 650 milioni di dollari assegnato da Hyundai, cliente con cui Danieli non aveva mai collaborato. Mareschi Danieli ha sottolineato che l’accordo conferma la capacità del gruppo di confrontarsi con i grandi produttori asiatici, citando anche Jfe, e ha ribadito la necessità di mantenere l’attenzione sulle esigenze dei clienti e sull’esecuzione dei progetti.


Acciaio europeo, margini in miglioramento

Le misure di salvaguardia adottate dall’Unione europea stanno offrendo sostegno alla produzione continentale. Secondo Camilla Benedetti, presidente di Abs e vicepresidente di Danieli, gli effetti si sono visti soprattutto nella seconda parte dell’anno, dopo un primo semestre più difficile, grazie al miglioramento delle spedizioni e degli indicatori principali.

Abs intende raddoppiare la produzione, arrivando a 2 milioni di tonnellate, attraverso la realizzazione di un nuovo forno. I lavori sono partiti dalle fondazioni e il completamento dell’opera dovrebbe contribuire agli obiettivi di medio periodo del gruppo.

Per il prossimo esercizio Danieli stima ricavi compresi tra 3,9 e 4,2 miliardi di euro e un margine operativo lordo tra 430 e 500 milioni, a fronte di ordini acquisiti per circa 6 miliardi. Nell’arco di tre anni il traguardo indicato è raggiungere 5 miliardi di fatturato e 700 milioni di margine operativo lordo.

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