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Economia 1 min di letturaieri

Taxi, il conteggio divide le città: a Roma mancano 590 vetture

Il registro ministeriale indica meno auto bianche rispetto ai dati comunali e in diversi casi le amministrazioni locali non hanno fornito tutte le informazioni richieste.

Il confronto tra le informazioni raccolte dai Comuni e quelle presenti nella banca dati del ministero fa emergere una distanza significativa sul numero dei taxi in circolazione. La segnalazione arriva dall’Autorità dei Trasporti e riaccende l’attenzione sulla completezza dei dati ufficiali.

A Roma, per esempio, il registro nazionale indica 7.111 auto bianche, mentre il conteggio dell’amministrazione locale arriva a 7.701 unità. La differenza è quindi di 590 taxi, con il dato ministeriale che restituisce una consistenza più bassa.


A Roma lo scarto è di 590 taxi

Il caso della capitale mostra con chiarezza il problema evidenziato dall’Autorità. A fronte delle 7.701 vetture risultanti agli atti del Comune, la banca dati nazionale ne riporta 7.111.

Il divario non riguarda dunque una semplice variazione marginale, ma incide sulla fotografia complessiva dell’offerta taxi. Senza un allineamento tra le diverse fonti, il numero effettivo delle auto autorizzate resta difficile da ricostruire in modo uniforme.

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Informazioni incomplete dai sindaci

La criticità non si limita alla differenza tra i conteggi. L’Autorità dei Trasporti segnala infatti che diversi sindaci non hanno trasmesso alcune delle informazioni relative al servizio taxi.

Queste omissioni rendono ancora più complesso verificare i dati contenuti nel registro nazionale e confrontarli con quelli elaborati dalle amministrazioni locali. Il quadro che ne deriva, secondo la segnalazione, può risultare sottostimato rispetto alla situazione reale dei singoli territori.

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