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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Milano, il deficit della scuola: servirebbero 526 nuove classi

Secondo il centro studi della Cgil, il sistema milanese avrebbe bisogno di 930 docenti aggiuntivi per avvicinarsi alla media lombarda di 20 alunni per aula.

A Milano il problema della scuola, secondo la Cgil, non si risolve fissando una percentuale di studenti stranieri per classe. Il centro studi del sindacato stima che, prendendo come parametro la media lombarda di 20 alunni per aula, nella città metropolitana occorrerebbero 526 classi e 930 insegnanti aggiuntivi.

La valutazione arriva mentre il decreto legge introduce un limite del 30% per gli studenti stranieri che non parlano italiano. Per la Cgil Milano, però, la misura non affronta le principali difficoltà organizzative e didattiche degli istituti del territorio.


Il divario tra numeri e necessità

Il rapporto considera indispensabili queste risorse per assicurare il diritto allo studio in condizioni ordinarie. Un organico più ampio, si legge nell’analisi, permetterebbe anche di garantire a chi lavora nella scuola un contesto adeguato alla complessità del proprio compito.

«Sono queste le risorse necessarie per garantire il diritto allo studio in condizioni normali», sottolinea il documento del sindacato, richiamando anche la necessità di riconoscere il valore della funzione svolta dal personale scolastico.


Il tetto del 30% sotto esame

La Cgil giudica il limite previsto dal decreto soprattutto come un intervento di immagine, più che come una soluzione concreta. Il provvedimento è stato adottato con lo strumento del decreto legge, quindi con carattere d’urgenza, ma le classi per l’anno scolastico 2026/2027 risultano già formate.

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Di conseguenza, le nuove disposizioni non inciderebbero sull’organizzazione immediata e produrrebbero effetti soltanto a partire dall’anno successivo. Il sindacato ricorda inoltre che da decenni gli Uffici Scolastici gestiscono la composizione delle classi attraverso una serie di provvedimenti amministrativi.


La fotografia della città metropolitana

I dati disponibili ridimensionano, secondo il centro studi, l’emergenza evocata dalla soglia fissata nel decreto. Nell’area metropolitana milanese, i ragazzi tra 6 e 18 anni appartenenti a famiglie non italiane sono 69.243.

La quota corrisponde al 22,8% del totale dei giovani della stessa fascia d’età, sulla base dei dati Istat aggiornati al 1° gennaio 2026. Il valore resta quindi al di sotto del limite del 30% indicato dalla norma.

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