13.000Lettori online ora
Economia 2 min di lettura23 set

Sugar tax, le imprese alzano il muro: oltre 1 miliardo bloccato

Il comparto delle bevande analcoliche chiede di cancellare la tassa e avverte: l’incertezza normativa sta congelando investimenti, mentre il rinvio al 2027 non basta più.

L’industria delle bibite analcoliche dice di essere ferma da troppo tempo davanti a una tassa che continua a slittare. A Roma, durante l’incontro “Investire nella crescita: perché superare la Sugar tax e nuove tasse”, Assobibe ha rilanciato l’allarme: oltre 1 miliardo di euro di investimenti resterebbe fermo per effetto dell’incertezza sulla misura, oggi rinviata al 1° gennaio 2027.

Nel dibattito sono emerse anche le preoccupazioni per il quadro economico generale. Tra inflazione, costi dell’energia e tensioni internazionali, il settore teme nuove pressioni proprio mentre si avvicina la discussione sulla Legge di Bilancio.


Il nodo degli investimenti fermi

Secondo il presidente di Assobibe, Giangiacomo Pierini, la tassa è rimasta per anni una minaccia più che una norma effettiva. Nel suo intervento ha ricordato che le proroghe ripetute hanno impedito alle aziende di programmare con serenità nuovi impianti, innovazione e occupazione.

Pierini ha parlato di una “spada di Damocle” durata quasi sette anni e ha chiesto alle istituzioni un passo definitivo: non un nuovo rinvio, ma la cancellazione della Sugar tax. A suo giudizio, il mancato via libera dei governi che si sono succeduti dimostrerebbe l’inutilità della misura.


La politica tra salute e competitività

Alla tavola rotonda hanno partecipato esponenti di maggioranza e opposizione, tra cui Marco Osnato, Raffaele Nevi, Mario Turco e Silvia Fregolent. Dal confronto è arrivata una linea comune: la tassazione viene considerata da molti un intervento sbagliato per un comparto che ha peso strategico per l’economia italiana e per l’occupazione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Giorgio Salvitti, consigliere politico del ministro Francesco Lollobrigida, ha sostenuto che la Sugar tax sia un provvedimento ideologico e ha spiegato che, nel suo giudizio, non esiste un nesso diretto tra imposta e calo dei consumi. Sandra Savino ha invece richiamato l’esigenza di regole stabili, sostenendo che il tempo del rinvio dovrebbe servire a superare in modo definitivo la misura.


I dati del settore e il protocollo con

Il comparto rivendica anche i risultati ottenuti senza attendere la leva fiscale. Negli ultimi anni, dicono le aziende, lo zucchero immesso in consumo è sceso del 44% e le versioni senza zucchero sono cresciute 7,5 volte più velocemente delle referenze tradizionali.

A questo si aggiunge il protocollo d’intesa firmato lo scorso luglio tra Assobibe e il ministero della Salute, pensato per rafforzare monitoraggio, informazione al consumatore, offerta calorica e marketing responsabile verso i più giovani. Marcello Gemmato ha ribadito che, per il ministero, la strada principale resta l’educazione sanitaria e la promozione di scelte consapevoli, non l’introduzione di nuove tasse.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere