5.000Lettori online ora
Economia 1 min di lettura1 ora fa

Stipendi italiani, 35 anni al palo: l’inflazione ha eroso tutto

Mentre negli Stati Uniti, in Germania, nel Regno Unito e in Francia le buste paga sono cresciute di più, in Italia il potere d’acquisto è tornato ai livelli del 2010.

Il bilancio di oltre tre decenni racconta una distanza sempre più ampia tra l’Italia e le principali economie occidentali. Dal confronto emerge che gli stipendi italiani hanno accumulato ritardi, mentre il costo della vita ha ridotto con forza il valore reale dei redditi.


Il potere d’acquisto torna indietro

Secondo Istat, per le famiglie italiane la perdita è tale che oggi il denaro disponibile vale, in termini di capacità di spesa, quanto quello del 2010. L’aumento dei prezzi ha quindi cancellato una parte consistente dei progressi nominali registrati nelle buste paga.

Il risultato pesa soprattutto sui redditi più contenuti, per i quali anche rincari moderati incidono sulle spese quotidiane. La fotografia riguarda un Paese in cui il lavoro non è riuscito a tenere il passo con l’inflazione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Il confronto internazionale penalizza l’Italia

La traiettoria italiana appare ancora più debole se accostata a quella di Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Francia. In questi Paesi le retribuzioni sono diventate più consistenti e, nello stesso periodo, il carovita ha avuto un impatto meno gravoso.

La situazione coinvolge categorie diverse, dagli insegnanti agli infermieri, fino ai ferrovieri. Sono lavoratori che rappresentano in modo concreto il problema dei piccoli salari e delle difficoltà crescenti nel sostenere le spese, anche quando il reddito continua ad arrivare con regolarità.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere