Stellantis, il nodo Mirafiori resta aperto: novità per Pratola Serra
L’azienda annuncia la sperimentazione di un propulsore ibrido diesel e circa mille assunzioni, ma sui modelli e sul futuro di alcuni impianti restano ancora molte incognite.
Il confronto tra Stellantis e i sindacati lascia sul tavolo alcuni segnali incoraggianti, ma non scioglie i dubbi sugli stabilimenti italiani. L’azienda prevede una riduzione della cassa integrazione di circa il 30% rispetto al 2025, anno definito comunque molto difficile per la produzione nazionale, e stima l’ingresso di circa mille nuovi lavoratori.
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Pratola Serra vede una possibilità concreta
La novità industriale più definita riguarda la sperimentazione di un motore ibrido diesel destinato ai veicoli commerciali leggeri. Il propulsore dovrebbe essere realizzato a Pratola Serra e montato sul nuovo Ducato, prodotto nello stabilimento di Atessa.
Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm con delega al settore automobilistico, ha valutato positivamente il progetto al termine della riunione. Secondo il sindacalista, l’iniziativa può sostenere sia il sito irpino sia quello abruzzese, contribuendo alla riduzione delle emissioni dei veicoli commerciali attraverso una soluzione ritenuta interessante dal mercato. Ficco ha però avvertito che il piano italiano di Stellantis «deve essere ancora completato».
Anche la Fim Cisl considera il nuovo motore un elemento favorevole per Pratola Serra. Stefano Boschini, responsabile Auto del sindacato, ha ribadito che serve un progetto capace di proteggere i livelli occupazionali e accompagnare il progressivo superamento degli ammortizzatori sociali.
Mirafiori e Cassino attendono risposte
Sul secondo modello da destinare a Mirafiori non è arrivata una decisione definitiva. Stellantis lega l’eventuale assegnazione a interventi sui costi dell’energia e, più in generale, al miglioramento delle condizioni di competitività dello stabilimento torinese.
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La Fiom-Cgil giudica insufficiente il quadro emerso dall’incontro. Samuele Lodi, segretario nazionale e responsabile della mobilità, ha sottolineato che sul nuovo modello «non c’è nessuna certezza» e ha chiesto un’assegnazione aggiuntiva per consentire alla fabbrica di raggiungere volumi adeguati e migliori economie di scala.
Per Cassino, invece, la presentazione del piano industriale è confermata per dicembre. Il programma dovrebbe concentrarsi sui marchi Alfa Romeo e Maserati, ma la Fiom chiede indicazioni dettagliate e auspica che il progetto includa entrambe le marche. Lodi ha precisato che eventuali novità sul futuro del sito arriveranno soltanto nel mese di dicembre.
Resta infine da risolvere il problema di Termoli. La produzione del cambio elettrificato eDCT, pensata anche per compensare l’assenza della Gigafactory, procede in ritardo e dovrebbe slittare ulteriormente. La Fiom non rileva, per ora, altri elementi positivi negli impianti italiani del gruppo e considera ancora aperto il confronto sulle prospettive occupazionali.
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