Banche e Irpef, Giorgetti frena: la manovra passa da due scelte
Il ministro dell’Economia conferma il contributo richiesto agli istituti e rinvia il nodo dell’Irpef a un confronto con maggioranza e premier
Il governo si prepara a intervenire su due fronti della prossima manovra: da una parte un contributo richiesto al sistema bancario, dall’altra la possibile revisione dell’Irpef. Giancarlo Giorgetti, parlando a Bangkok a margine degli incontri del Fmi, ha indicato entrambe le questioni come ancora aperte nelle modalità, ma ormai centrali nel lavoro sui conti pubblici.
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Il prelievo sulle banche resta sul tavolo
Giorgetti ha confermato l’intenzione di chiedere un apporto al settore finanziario. Secondo il ministro, gli istituti avrebbero la capacità di sostenerlo e l’intervento dovrà comunque essere costruito in modo da risultare compatibile con la loro situazione. «Sarà qualcosa di sostenibile», ha assicurato, commentando le ipotesi circolate sul finanziamento della manovra.
Nel ragionamento del titolare dell’Economia rientra anche l’andamento dello spread. Le banche italiane detengono infatti miliardi di euro in titoli di Stato e, per questo, mantenere sotto controllo il differenziale tra i rendimenti viene considerato un interesse condiviso. Sull’eventualità di ricorsi da parte degli istituti, Giorgetti ha replicato che ogni aumento delle tasse potrebbe essere contestato davanti ai giudici, aggiungendo: «Cercheremo di calibrare la cosa giusta da fare, non credo che morirà nessuno».
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Irpef, la decisione non è ancora presa
Il secondo capitolo riguarda l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Giorgetti ha spiegato che la scelta dipenderà dalle risorse che emergeranno dall’incastro complessivo tra entrate e uscite: il governo dovrà decidere se concentrare gli aiuti su determinate categorie oppure estenderli in modo più ampio.
Il ministro ha escluso che la decisione possa essere assunta individualmente. La direzione verrà definita attraverso un confronto con i partiti, i vertici della maggioranza e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Rispetto a due settimane fa, ha concluso Giorgetti, il quadro dei conti sembra muoversi nella direzione auspicata, anche se non ci sono ancora motivi per parlare di ottimismo.
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