Spread, Panetta indica il rischio Usa: l’Europa paga l’onda lunga
Il governatore della Banca d’Italia vede negli Stati Uniti la principale origine dei tassi elevati e segnala l’incertezza politica europea come fattore di pressione sui mercati.
L’aumento dei rendimenti obbligazionari che sta interessando i mercati internazionali avrebbe il suo principale punto di origine negli Stati Uniti. È la lettura proposta da Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, a margine degli incontri del Fondo monetario internazionale a Bangkok.
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Gli Stati Uniti spingono i tassi globali
Secondo Panetta, l’inasprimento delle condizioni finanziarie americane si sta trasmettendo anche al continente europeo. «Negli Stati Uniti c’è l’epicentro dell’aumento dei tassi d’interesse a livello mondiale», ha spiegato ai giornalisti.
Il governatore ha aggiunto che l’Europa sta risentendo di questa dinamica esterna, subendo l’effetto di rendimenti statunitensi rimasti elevati. La pressione sugli spread europei, dunque, non deriverebbe soltanto da fattori interni ai singoli Paesi.
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L’incertezza politica agita i mercati
Nel quadro delineato da Panetta pesa anche il timore di possibili instabilità sul piano politico. Il riferimento, non esplicitato direttamente, è alla situazione francese e alle sue conseguenze sulla percezione del rischio nell’area europea.
«L’incertezza disturba i mercati», ha osservato il governatore, riconoscendo l’esistenza di aspettative legate a una potenziale instabilità politica. Per gli investitori, questo elemento si aggiunge alla trasmissione in Europa dei tassi elevati fissati negli Stati Uniti.
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