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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Europa, Orsini lancia l’allarme: così l’industria rischia di perdere terreno

Da Capri il presidente degli industriali invoca più risorse comuni, un limite al prezzo del gas e la restituzione alle imprese dei proventi dell’Ets.

Il problema, per l’industria europea, non riguarda soltanto il costo dell’energia: secondo Orsini manca soprattutto una linea comune capace di difendere la competitività delle imprese. Dal palco di Capri, al termine del congresso dei Giovani imprenditori, il presidente degli industriali ha espresso forte preoccupazione per l’assenza di una strategia industriale condivisa.

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La competitività resta senza una regia

Nel suo intervento, Orsini ha messo in guardia dalla possibilità che il prossimo bilancio europeo venga ridimensionato. A suo giudizio, ridurre le risorse a disposizione dell’Unione proprio mentre le aziende affrontano pressioni sui costi e sulla concorrenza internazionale sarebbe un errore di prospettiva.

“Tagliare il bilancio comune sarebbe una scelta miope”, ha affermato il presidente degli industriali, richiamando il negoziato sul futuro piano finanziario europeo. La richiesta è quella di utilizzare il bilancio comunitario come strumento per sostenere gli investimenti e rafforzare la capacità produttiva dell’industria.

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Gas ed Ets, le richieste alle istituzioni

Tra i punti affrontati c’è anche il prezzo del gas. Orsini ha sostenuto che un tetto fissato a 40 euro avrebbe potuto cambiare il quadro per le imprese, attenuando l’impatto dei costi energetici sulla competitività del sistema industriale.

Il presidente ha inoltre criticato il funzionamento dell’Ets, il sistema europeo legato alle emissioni, chiedendo che le risorse raccolte vengano restituite integralmente alle aziende. Nella sua impostazione, il ricavato dovrebbe tornare al mondo produttivo invece di tradursi in un ulteriore aggravio per le imprese.

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