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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Gasolio alle stelle, Susy diventa la speranza degli agricoltori

Un’asinella è stata portata al presidio nel Foggiano come alternativa simbolica ai costi sempre più pesanti del carburante per il lavoro nei campi.

«La nostra agricoltura è al collasso. Forse lei sarà il nostro futuro», ha detto Claudio Delia indicando Susy, l’asinella condotta al presidio nel Foggiano. L’animale, secondo il suo proprietario, potrebbe rappresentare un ritorno a strumenti più semplici in una fase in cui le spese legate alla meccanizzazione sono diventate difficili da sostenere.

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Susy torna protagonista nei campi

Delia, agricoltore di San Marco in Lamis e titolare di un’azienda nelle campagne di Lesina, ha scelto di portare con sé l’asinella durante la protesta. Il gesto ha attirato l’attenzione degli altri manifestanti e ha trasformato Susy nel volto più riconoscibile della mobilitazione.

Il proprietario ha ricordato che, mezzo secolo fa, l’asino era un aiuto concreto per le attività agricole. Oggi, a suo giudizio, il ritorno dell’animale assume un significato diverso: i rincari hanno reso il gasolio troppo oneroso e molti operatori non riescono più a sostenere i costi della tecnologia impiegata nelle campagne.

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La protesta contro il caro carburante

«Dobbiamo tornare indietro per fare il futuro», ha aggiunto Delia, sottolineando con ironia che l’asinella consuma meno rispetto ai mezzi alimentati a gasolio. La sua presenza è diventata così una critica visibile all’aumento generalizzato delle spese che grava sulle imprese agricole.

La manifestazione coinvolge agricoltori, olivicoltori e autotrasportatori. Il presidio si trova vicino al casello di Poggio Imperiale, in provincia di Foggia, e va avanti da lunedì 12 ottobre: al centro della protesta c’è l’impatto del caro carburante sulle attività produttive e sui trasporti.

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