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Economia 1 min di lettura34 min fa

Europa sotto pressione: il Fmi vede una ripresa lenta fino al 2028

L’economia dell’area euro procede oltre le attese, ma guerre, dazi, energia e spesa pubblica ne rendono fragile il percorso.

Il quadro europeo resta migliore delle previsioni più recenti, ma non abbastanza solido da lasciarsi alle spalle le difficoltà. Nel suo rapporto regionale, il Fondo monetario internazionale descrive un’economia ancora in espansione, seppure frenata da una lunga serie di fattori avversi.

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Una crescita migliore delle attese

Secondo il Fmi, l’attività economica ha mantenuto un andamento più favorevole di quanto stimato inizialmente. La tenuta dell’economia, tuttavia, non cambia la prospettiva generale: per l’Europa si profila un’espansione modesta destinata a proseguire anche nel medio periodo.

Per l’area euro, le stime indicano un aumento del prodotto interno lordo dell’1,1% nell’anno in corso. La progressione dovrebbe raggiungere l’1,2% l’anno successivo e l’1,3% nel 2028, delineando un recupero graduale ma contenuto.


Guerre, clima e dazi frenano il quadro

Sul risultato pesano diversi shock che si sono sommati nel tempo. Il Fondo cita i conflitti, le tensioni commerciali e i dazi ancora elevati, ai quali si sono aggiunti durante l’estate il caldo intenso e la siccità. Anche l’aumento dei costi dell’energia continua a esercitare effetti negativi sull’economia.

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La valutazione dell’istituzione è che la crescita rimanga esposta a rischi geopolitici e geoeconomici rilevanti. A complicare ulteriormente la situazione contribuiscono l’aumento delle esigenze di spesa pubblica, soprattutto per la difesa, e il rialzo dei rendimenti dei titoli sovrani.

Il Fmi avverte quindi che la ripresa resta fragile: l’economia europea continua ad avanzare, ma in un contesto nel quale nuove pressioni possono indebolire ulteriormente un ritmo già limitato.

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