Milano-Piacenza, 70 chilometri per crescere: la sfida passa dalla Borsa
Regioni, imprese e università puntano a una strategia comune per attirare capitali, valorizzare i talenti e rafforzare il sistema produttivo del Nord.
Per le imprese piacentine l'accesso alla finanza può diventare la chiave per accelerare la crescita, aumentare la competitività e affrontare il ricambio generazionale. È questo uno dei temi emersi al debutto in Piazza Affari della nuova iniziativa dedicata al collegamento economico tra Milano e Piacenza.
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La finanza come leva per le imprese
A richiamare l'attenzione sul ruolo della Borsa è stato Nicola Parenti, presidente di Confindustria Piacenza. Il tessuto produttivo locale, ha spiegato, è composto soprattutto da piccole e medie aziende in espansione, solide e altamente specializzate, ma chiamate a misurarsi con difficoltà rilevanti.
Secondo Parenti, il ricorso agli strumenti finanziari può sostenere una crescita più rapida e rendere le aziende più forti sul mercato. La quotazione e le altre forme di finanza vengono indicate anche come un possibile supporto per gestire il passaggio generazionale.
Un corridoio produttivo lungo 70 chilometri
L'iniziativa, organizzata dal quotidiano La Libertà, mette in relazione i 70 chilometri che separano il Duomo di Milano dal ponte sul Po a Piacenza. Il percorso attraversa aree agricole e industriali inserite in quello che viene definito il più grande distretto manifatturiero d'Europa.
All'appuntamento hanno partecipato Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, e Nicola Parenti. L'obiettivo dichiarato è trasformare la vicinanza geografica e produttiva in una collaborazione più strutturata.
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Più talenti, meno competizione interna
Colla ha indicato nell'attrazione degli investimenti la priorità per affrontare una concorrenza che, a suo giudizio, arriva soprattutto dall'esterno. Richiamando il rapporto già esistente tra Milano, Piacenza e i territori circostanti, ha sostenuto che «uno più uno fa 4 per chi fa sistema e fa -1 per chi non lo fa».
Il vicepresidente emiliano ha poi posto l'accento sulla mobilità delle competenze. A Piacenza operano due università legate a Milano e, secondo Colla, la sfida non dovrebbe consistere nel sottrarre risorse umane, ma nel crearne di nuove e renderle disponibili all'intera area.
Guidesi ha descritto la collaborazione tra Lombardia ed Emilia-Romagna come una realtà già concreta. A suo avviso, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna possono agire come «una squadra» per collegare le rispettive capacità, ottenere vantaggi economici e ridurre la concorrenza interna tra territori.
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