Banche, la tregua vale miliardi: cosa divide ancora la maggioranza
Giorgetti rassicura i mercati sul contributo degli istituti, mentre Abi, partiti e Regioni si confrontano su tasse, sanità e arretrati dei magistrati.
La reazione positiva della Borsa suggerisce che gli investitori si aspettano un accordo meno pesante del previsto sul contributo richiesto a banche, assicurazioni e società finanziarie. A fine seduta Unicredit ha guadagnato l’1,4%, Bper e Mps l’1,2%, Generali l’1,1%, Unipol il 2,8%, Intesa e Mediobanca lo 0,9%, Fineco lo 0,8%. Tutti i principali titoli interessati hanno chiuso in rialzo.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato di un intervento sostenibile e ha rassicurato il sistema con una frase netta: «Non morirà nessuno». Secondo gli analisti di Intermonte, l’effetto sui conti degli istituti dovrebbe rimanere gestibile.
Rowenta
-20% sugli aspirapolvere Rowenta
Abi alza il muro sul contributo
La tensione politica ruota soprattutto attorno ai circa 5 miliardi che l’esecutivo sta valutando di chiedere al comparto finanziario. Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, ha contestato l’idea che il peso ricada automaticamente sulle banche e ha richiamato il principio della certezza del diritto: «Nella Costituzione non c’è scritto che alcuni debbono essere mazzolati». A suo giudizio, il conto finirebbe per coinvolgere investitori e risparmiatori, non soltanto i vertici degli istituti.
Forza Italia chiede cautela e un’intesa con il settore. Antonio Tajani esclude, allo stato attuale, una vera e propria tassa sugli extraprofitti e avverte che ogni intervento fiscale può produrre conseguenze difficili da delimitare. La Lega, invece, mantiene una posizione più rigida: Claudio Borghi sostiene che il contributo arriverà comunque, indipendentemente dal nome scelto per definirlo.
Il confronto divide anche il resto della maggioranza. Fratelli d’Italia rivendica l’idea di far partecipare le banche agli sforzi della manovra, mentre Nicola Fratoianni giudica le misure annunciate un meccanismo già visto, basato su somme anticipate e poi restituite. Matteo Salvini, intanto, ha difeso Giorgetti e ha liquidato come infondate le voci su una sua mancata ricandidatura.
Quanto peserà davvero sugli istituti
Le ipotesi tecniche prevedono che circa il 30% del contributo previsto per il 2027 possa arrivare da un aumento della tassazione, con due punti percentuali in più sulle aliquote Irap o Ires. Il restante 70% deriverebbe invece da interventi temporanei e operazioni di cassa. La stima di Intermonte indica un effetto medio del 2,7% sull’utile per azione del 2027.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Sul quadro incombe anche l’introduzione dell’euro digitale, che secondo gli istituti potrebbe aumentare i costi operativi. La manovra nel suo complesso vale 23,5 miliardi, ma poco più di 10 miliardi non dipendono dalla clausola europea collegata a energia e difesa. Per questo le misure ancora sul tavolo non sembrano tutte compatibili tra loro.
Tra le alternative politiche figurano la flat tax fino a 100mila euro sostenuta dalla Lega e la riduzione dell’Irpef per i redditi oltre 50mila euro, preferita da Forza Italia e Fratelli d’Italia. La maggioranza dovrebbe definire il pacchetto nella prossima settimana, mentre i capigruppo del Senato hanno chiesto a Ignazio La Russa un raccordo tra legge di bilancio e conclusione del Pnrr, con un’informativa del ministro Tommaso Foti.
Sanità e stipendi, altri nodi aperti
Nel dossier compaiono anche cifre rilevanti per la magistratura. In base a una ricostruzione del Sole 24 Ore, gli adeguamenti relativi agli anni 2018-2023 potrebbero arrivare fino a 100mila euro per magistrato: oltre 70mila euro sarebbero arretrati, mentre circa 20mila euro annui riguarderebbero l’aggiornamento della retribuzione. Il costo complessivo stimato raggiungerebbe 970 milioni, ma fonti dell’Associazione nazionale magistrati contestano il calcolo e parlano di una somma pari a circa un quarto.
Sul versante sanitario, Antonio Tajani ha rilanciato l’idea di una carta destinata agli anziani per sostenere spese non coperte dal Servizio sanitario nazionale, come cure oculistiche, medicinali costosi e prestazioni odontoiatriche. Il ministero dell’Economia sta esaminando anche una tassazione agevolata sugli aumenti salariali dei giovani e sugli incrementi previsti dai rinnovi contrattuali; la decisione finale spetterà alla maggioranza, ai vertici dei partiti e alla presidente del Consiglio.
Le Regioni, però, chiedono risorse molto più consistenti. La commissione Salute e finanza della Conferenza delle Regioni ha indicato in 6,8 miliardi il fabbisogno del comparto, mentre per ora ne risultano previsti 2,4. Il Partito Democratico parla di finanziamenti insufficienti; Roberto Fico sostiene che servano fondi aggiuntivi per compensare l’aumento dei costi, mentre Guido Bertolaso invita ad attendere e spera che le anticipazioni circolate non trovino conferma.
Continua a leggere
Petrolio, il Brent sfonda quota 110: il balzo che riaccende i prezzi
Il greggio internazionale guadagna oltre il 3,8% e torna ai livelli più alti dal 20 maggio, mentre il Wti sale a 101,58 dollari.
Banche e Irpef, Giorgetti frena: la manovra passa da due scelte
Il ministro dell’Economia conferma il contributo richiesto agli istituti e rinvia il nodo dell’Irpef a un confronto con maggioranza e premier
Italia, crescita sotto l’1%: il debito resta la grande incognita
Mateusz Szczurek riconosce i passi avanti sul deficit, ma invita a non indebolire il risanamento con troppe eccezioni alle regole di bilancio.
Magistrati, il conto della manovra può arrivare a 100mila euro
Il Documento programmatico di bilancio indica 970 milioni destinati a circa 11mila toghe, tra arretrati e incrementi permanenti degli stipendi.