Italia, crescita sotto l’1%: il debito resta la grande incognita
Mateusz Szczurek riconosce i passi avanti sul deficit, ma invita a non indebolire il risanamento con troppe eccezioni alle regole di bilancio.
La riduzione del deficit rappresenta un segnale positivo per l’Italia, ma non risolve il problema di fondo: il debito rimane elevato e una crescita ancora debole rende più complesso intervenire sui conti pubblici. A Bangkok Mateusz Szczurek, ex ministro delle Finanze della Polonia e dal luglio scorso alla guida del dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale, ha richiamato l’attenzione sui rischi legati a questo scenario.
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Una crescita che limita le riforme
Secondo Szczurek, l’economia italiana procede a un ritmo inferiore all’1%, un livello che complica sia le decisioni di politica pubblica sia gli interventi fiscali. «Stiamo comunque parlando di una crescita inferiore all’1% in Italia, e questo rende molte politiche pubbliche e riforme fiscali molto più difficili», ha affermato.
Il responsabile del dipartimento europeo del Fmi ha comunque riconosciuto i miglioramenti ottenuti dall’Italia sul fronte del disavanzo. Il risultato, però, si colloca all’interno di un quadro ancora fragile, nel quale la bassa espansione economica rende più impegnativo proseguire lungo il percorso di risanamento.
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Il rischio delle troppe deroghe
Nel ragionamento di Szczurek, anche una maggiore flessibilità delle regole di bilancio può diventare problematica se accompagnata da un numero crescente di eccezioni. La possibilità di modificare ripetutamente il percorso concordato rischia infatti di ridurre l’efficacia degli obiettivi sulla spesa.
«Se si introducono sempre più deroghe, il percorso di riduzione della spesa viene inficiato», ha spiegato l’ex ministro polacco. Per l’Italia, dunque, la sfida non riguarda soltanto il contenimento del deficit: resta centrale anche la capacità di mantenere credibile la strategia di riduzione del debito in un contesto di crescita contenuta.
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