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Economia 2 min di lettura23 set

Soil Date, 250 giovani decidono quali innovazioni servono al suolo

A Roma studenti e imprenditori agricoli hanno premiato i progetti ritenuti più utili per affrontare clima, acqua e fertilità, con la ricerca portata direttamente nei campi.

Andrea Rocchi ha richiamato il peso strategico del terreno coltivabile, sottolineando che il suolo non è un semplice supporto produttivo ma una risorsa decisiva per cibo, biodiversità e tenuta economica delle aziende. Nel suo intervento ha anche ricordato che la sostenibilità nasce quando ricerca, scuola e impresa riescono a lavorare nella stessa direzione.


La ricerca esce dai laboratori

A Roma, in occasione di SOIL Date – Il futuro del suolo incontra il futuro dell'agricoltura, cinque progetti scientifici sono stati presentati davanti a un pubblico molto giovane. L'idea dell'iniziativa, promossa da Crea e Coldiretti Giovani Impresa nell'ambito della Rome Future Week con la collaborazione di SISS e IUSS, era portare la conoscenza tecnica dentro le esigenze reali delle campagne.

A votare non sono stati esperti in giacca e cravatta, ma più di 250 ragazzi chiamati a esprimersi in tempo reale. Il format ha messo al centro l'utilità concreta delle soluzioni, chiedendo di premiare ciò che può incidere davvero sul lavoro agricolo di oggi e di domani.


I temi che pesano di più per le

Tra i criteri di valutazione sono finiti cambiamento climatico, gestione dell'acqua, fertilità dei terreni, competitività e sostenibilità delle imprese agricole. A partecipare sono stati oltre 150 studenti degli istituti agrari e più di 100 giovani imprenditori agricoli legati a Coldiretti.

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Per gli organizzatori, l'obiettivo era misurare non solo il valore scientifico delle proposte, ma anche la loro capacità di tradursi in un vantaggio per le aziende. In questo modo la selezione dei vincitori è dipesa dall'impatto che le innovazioni possono avere nei campi, più che da una valutazione accademica tradizionale.


Un terreno fragile, ma centrale

Nel suo passaggio più ampio, Rocchi ha spiegato che oltre il 95% della produzione globale di cibo dipende dal suolo e che più del 90% della biodiversità del pianeta è custodita proprio lì. Ha poi aggiunto che formare appena un centimetro di terreno fertile può richiedere fino a mille anni.

Il presidente del Crea ha richiamato anche un altro dato: oltre un terzo dei suoli mondiali presenta già limitazioni alla produzione agricola. Da qui il senso dell'iniziativa, pensata come punto d'incontro diretto tra chi sviluppa soluzioni scientifiche e chi deve usarle subito sul campo.

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