Salute a rate: per i giovani cambia il modo di pagare
Le spese per cure, occhiali e animali domestici vengono sempre più spesso suddivise, con gli under 35 nettamente più coinvolti degli over 54
Per sostenere una spesa sanitaria, gli italiani scelgono soprattutto il pagamento online a rate, indicato dal 26% degli intervistati. Il 22% utilizza invece questa possibilità direttamente nei negozi, mentre il 7% conclude l’operazione tramite un collegamento ricevuto via messaggio. Il 17% non manifesta una preferenza specifica e il 6% non ha risposto.
Giovani più aperti alle nuove soluzioni
Anche l’intelligenza artificiale entra nelle valutazioni legate alla scelta del servizio più adatto. Tra i membri della Generazione Z, la disponibilità a utilizzarla arriva al 20%, quasi il doppio rispetto all’11% registrato tra gli over 54.
La differenza generazionale emerge anche nell’uso concreto dei pagamenti dilazionati. Per affrontare cure specialistiche, prestazioni veterinarie e dispositivi sanitari, il 20% degli under 35 ricorre alle rate: tra le persone con più di 54 anni la quota scende all’8%.
Il costo della vita spinge alle rate
Per quasi sette giovani su dieci, dividere l’esborso nel tempo serve soprattutto a gestire l’aumento dei prezzi senza compromettere l’equilibrio delle proprie disponibilità economiche. Il 42% degli under 35 dichiara di usare questa formula con prudenza per conservare le proprie abitudini di consumo, mentre il 27% la sceglie per permettersi acquisti che altrimenti rinvierebbe.
«Una visita dal dentista, un paio di occhiali nuovo o le cure necessarie per un animale possono incidere in maniera significativa e imprevista sul bilancio familiare», ha osservato Riccardo Schiavotto, direttore generale di Alma Italia. Secondo il manager, il pagamento dilazionato viene impiegato soprattutto per affrontare beni e prestazioni importanti, più che per spese impulsive o di tutti i giorni.
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Quanto valgono le spese sanitarie
Nell’arco degli ultimi dodici mesi, quattro italiani su dieci hanno suddiviso il costo di servizi sanitari. La somma media coinvolta è stata di 850 euro, ma gli importi risultano distribuiti su fasce molto diverse.
Il 14% ha rateizzato meno di 500 euro, il 10% una cifra compresa tra 500 e 1.000 euro, mentre il 6% si è collocato tra 1.000 e 1.500 euro. Un ulteriore 4% ha affrontato spese tra 1.500 e 2.000 euro; soltanto il 2% ha superato quest’ultima soglia.
I dati provengono da una ricerca realizzata dall’Istituto Piepoli per Alma su un campione rappresentativo di mille cittadini italiani. L’indagine ha messo a confronto soprattutto le abitudini della Generazione Z, cioè dei nati tra il 1997 e il 2012, con quelle delle fasce anagrafiche più mature.
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