Ritardi aerei, la regola che limita le scuse delle compagnie
La Corte Ue restringe il ricorso alle limitazioni del traffico aereo, mentre il guasto alla rete Enav lascia migliaia di passeggeri in attesa
La nuova interpretazione della Corte di giustizia dell’Unione europea rafforza la posizione dei passeggeri: per sottrarsi agli indennizzi, una compagnia non potrà più richiamare in modo generico le limitazioni del traffico aereo. Dovrà dimostrare quale decisione sia stata presa e per quale ragione.
«È una novità positiva per i viaggiatori», ha osservato Maria Pisanò del Centro europeo del consumatore, spiegando che l’interpretazione della Corte si riflette direttamente sull’applicazione del regolamento. Il principio vale anche per i casi in cui lo spostamento di un volo sia stato deciso dall’ente che gestisce il traffico: dietro quella scelta potrebbe esserci una responsabilità del vettore, non una situazione imprevedibile e inevitabile.
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La sentenza restringe le esenzioni
La pronuncia, identificata con il numero C-108/2026, interviene sul significato di “circostanza eccezionale”. Il Tribunale dell’Unione europea aveva affrontato la questione, ma la Corte Ue ha modificato l’impostazione per garantire un’applicazione uniforme delle norme comunitarie, come ha precisato Pisanò.
Un esempio chiarisce la portata della decisione. Un aereo può accumulare un primo ritardo di un’ora per il maltempo e aggiungerne altri due a causa di un guasto tecnico. Se, in seguito, l’ente di controllo assegna la priorità ad altri decolli proprio per quella situazione, la compagnia non può automaticamente considerare eccezionale l’intero ritardo: le due ore successive restano legate al problema del vettore.
Cosa spetta a chi è bloccato
Nel frattempo, il malfunzionamento della rete di trasmissione di Enav sta provocando cancellazioni e forti rallentamenti. Secondo le informazioni disponibili, il disservizio coinvolge circa il 50% dei voli programmati, in una giornata particolarmente delicata per chi si sposta verso casa o parte per il fine settimana.
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In questo caso il guasto agli strumenti dell’ente di controllo rientra, in linea generale, tra gli eventi fuori dal controllo delle compagnie. Per questa ragione non è normalmente previsto il pagamento della compensazione pecuniaria, che può arrivare a 600 euro e partire da 250 in base alla tratta. Restano però intatte le altre tutele.
Chi non intende più viaggiare dopo una cancellazione può chiedere la restituzione integrale del biglietto. In alternativa, il vettore deve trovare una soluzione per portare il passeggero a destinazione con il primo collegamento disponibile, oltre a garantire l’assistenza necessaria durante l’attesa.
«Quando il ritardo supera le 5 ore, il passeggero può rinunciare al viaggio e ottenere il rimborso completo», ha ricordato Pisanò. La compagnia deve inoltre occuparsi dell’assistenza in aeroporto per tutta la durata dell’attesa, anche quando l’evento che ha causato il blocco non dipende direttamente dal vettore.
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