Manovra, banche chiamate al contributo: Giorgetti frena sul prelievo
Il ministro vede progressi sul quadro dei conti e indica la prossima settimana come possibile momento per chiudere il testo della legge di bilancio.
Il sistema finanziario sarà coinvolto nel sostegno alla prossima manovra, ma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti assicura che l’intervento verrà calibrato in modo sostenibile. A Bangkok, a margine degli incontri del Fondo monetario internazionale, il titolare del dicastero ha collegato la scelta anche alla necessità di mantenere sotto controllo lo spread.
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Banche e spread al centro
Giorgetti ha confermato che al settore finanziario verrà chiesto un contributo per finanziare la legge di bilancio. Sulle indiscrezioni relative a un nuovo prelievo sugli istituti, ha spiegato che la misura dovrà essere compatibile con la loro capacità di sostenerla.
Il ministro ha inoltre ricordato che le banche detengono miliardi di euro in titoli di Stato e che, per questo, la stabilità dello spread rappresenta un interesse condiviso. Quanto all’ipotesi di ricorsi contro il provvedimento, ha ridimensionato il rischio: «Cercheremo di calibrare la cosa giusta da fare, non credo che morirà nessuno».
Bilancio, il calendario prende forma
Secondo Giorgetti, i lavori sulla manovra potrebbero terminare nella prossima settimana, consentendo così di trasmettere il testo al Parlamento. Nel frattempo prosegue il confronto con il commissario europeo Valdis Dombrovskis sulle clausole Nec, con particolare attenzione alle spese per la difesa e per l’energia.
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Il ministro ha presentato il percorso come una prosecuzione della linea seguita negli ultimi anni per rafforzare l’affidabilità dei conti pubblici, la sostenibilità finanziaria e la gestione del debito. L’obiettivo, ha sottolineato, è arrivare preparati davanti a eventuali rischi, perché affrontarli senza adeguate garanzie potrebbe provocare conseguenze gravi.
Irpef, resta aperta la scelta
Sul possibile intervento sull’Irpef, la decisione dipenderà dalle risorse che si renderanno disponibili durante gli ultimi passaggi della manovra. Il nodo politico riguarda l’alternativa tra misure mirate e un intervento esteso a una platea più ampia.
Giorgetti ha escluso che la scelta venga presa dal solo ministero dell’Economia: il confronto coinvolgerà i partiti, i vertici della maggioranza e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Rispetto a due settimane prima, quando il quadro tra entrate e uscite appariva ancora da definire, il ministro ha parlato di un’evoluzione positiva, pur senza dichiararsi ottimista.
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