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Economia 1 min di lettura24 set

Rifiuti nucleari, Sogin affida 5 cask alla tedesca Gns: vale 32 milioni

La società italiana ha scelto i contenitori Castor Haw28m per riportare in Italia i residui del combustibile trattato a La Hague e Sellafield.

Per il rientro in Italia dei residui del combustibile nucleare già trattato all’estero, Sogin ha scelto la tedesca Gns. La commessa riguarda cinque cask della serie Castor Haw28m e ha un valore di circa 32 milioni di euro.

L’operazione si inserisce nel programma con cui vengono gestite le attività legate al combustibile irraggiato italiano inviato negli anni scorsi negli impianti di ritrattamento di La Hague, in Francia, e Sellafield, nel Regno Unito. La fornitura dei contenitori è quindi uno dei passaggi previsti per il recupero di quei residui.


I contenitori scelti per il ritorno

Si tratta di speciali involucri metallici schermanti, progettati per resistere a condizioni gravose e per assicurare la protezione del materiale durante le diverse fasi del trasferimento. Ogni cask misura circa 5 metri di altezza, ha un diametro di 2,5 metri e pesa 115 tonnellate.

Secondo quanto indicato, questi contenitori risultano conformi alle regole dell’International Atomic Energy Agency, oltre che ai criteri richiesti dagli impianti di La Hague e Sellafield. La stessa soluzione è già utilizzata anche in Germania e in Svizzera per lo stesso tipo di impiego.

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L’impegno di Sogin sulla sicurezza

Nella nota diffusa viene sottolineato che la firma con Gns conferma la linea seguita da Sogin, impostata su rigore, efficienza e responsabilità. L’azienda evidenzia inoltre che si tratta di una soluzione tecnologicamente avanzata e ritenuta affidabile.

La società collega questa scelta alla necessità di garantire, in tutte le fasi di movimentazione, trasporto e stoccaggio dei rifiuti radioattivi vetrificati ad alta attività, il massimo livello di sicurezza per operatori, popolazione e ambiente. È questo il perimetro entro cui si colloca l’appalto appena assegnato.

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