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Economia 2 min di lettura6 ott

Recordati, sul tavolo 53 euro: il nuovo passo verso il delisting

Respighi BidCo migliora il corrispettivo dell’Opa promossa da CVC e GBL e concede agli azionisti altri sei giorni per aderire.

La revisione del prezzo prova a sbloccare una partita rimasta aperta per mesi. L’offerta su Recordati sale infatti a 53 euro per azione, mentre il termine per aderire viene spostato dal 15 al 23 ottobre, con un’estensione di sei sedute di Borsa.

A muoversi è Respighi BidCo, la società veicolo utilizzata da CVC Capital Partners e Groupe Bruxelles Lambert per puntare al ritiro di Recordati da Piazza Affari. Il nuovo importo sostituisce quello iniziale di 51,29 euro e arriva dopo le critiche espresse da alcuni investitori e dagli amministratori indipendenti.


Il prezzo cerca di superare le resistenze

La proposta aggiornata viene presentata dall’offerente come una “valorizzazione piena e congrua” del gruppo farmaceutico, anche considerando le prospettive di Recordati come società autonoma. Respighi BidCo collega inoltre la nuova cifra al calo delle valutazioni osservato di recente nel comparto sanitario europeo e nella farmaceutica specialistica.

Il corrispettivo originario era stato contestato fin dall’avvio dell’operazione. A settembre Palliser Capital aveva sollecitato il consiglio di amministrazione a ritirare il sostegno all’Opa, sostenendo che i 51,29 euro non rappresentassero adeguatamente il valore della società; una valutazione negativa era arrivata anche dai quattro consiglieri indipendenti, che avevano giudicato l’offerta non adeguata sotto il profilo finanziario e non equa per gli azionisti.

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Obiettivo: portare Recordati fuori Borsa

L’operazione era partita a fine marzo, quando CVC, già azionista di controllo dal 2018, aveva comunicato al consiglio di Recordati il proprio interesse, ancora non vincolante, a rilevare il capitale. A maggio il progetto era stato formalizzato insieme a GBL e ad altri investitori, tra cui Abu Dhabi Investment Authority, Canada Pension Plan Investment Board e un veicolo legato al presidente Andrea Recordati.

L’offerta in contanti valutava complessivamente il gruppo circa 10,7 miliardi di euro. CVC controlla già approssimativamente il 46,8% del capitale attraverso il proprio veicolo; per rafforzare il controllo, il consorzio indicava come traguardo almeno i due terzi dei diritti di voto. Il possesso del 90% avrebbe invece aperto la strada al ritiro delle azioni dalla quotazione.

Con la proroga, gli azionisti avranno tempo fino al 23 ottobre per decidere se aderire alla nuova proposta. L’aumento del prezzo rappresenta così la risposta di CVC e GBL al confronto sul valore di Recordati, senza modificare l’obiettivo centrale dell’operazione: consolidare il controllo e completare l’uscita dal mercato azionario.

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