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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Diesel Eni, il listino arretra: resta però il limite di 2,25 euro

Il prezzo consigliato del gasolio scende a 2,21 euro al litro, mentre i valori medi nazionali continuano a mostrare aumenti soprattutto sulla rete autostradale.

Il gasolio consigliato da Eni torna a scendere e si attesta a 2,21 euro al litro. La riduzione arriva dopo l’aumento seguito alla fine del taglio delle accise, ma non modifica il limite commerciale fissato dall’azienda, che rimane a 2,25 euro.


I prezzi medi restano sotto pressione

Nel rifornimento in modalità self service sulla rete stradale nazionale, la benzina viene indicata a 2,040 euro al litro, con una diminuzione di 3 millesimi rispetto al giorno precedente. Il gasolio, invece, sale a 2,261 euro al litro, registrando un incremento di 17 millesimi.

Anche gli altri carburanti segnano variazioni: il Gpl raggiunge 0,766 euro al litro, in aumento di 3 millesimi, mentre il metano arriva a 1,907 euro al chilogrammo, con una crescita di 2 millesimi. I dati fotografano quindi un andamento diverso tra il listino Eni e la media complessiva della rete.


In autostrada il diesel costa di più

Sulle autostrade i valori medi risultano ancora più elevati per il gasolio. Il prezzo in modalità self è pari a 2,287 euro al litro, dopo un rialzo di 20 millesimi rispetto alla rilevazione precedente; la benzina si ferma invece a 2,051 euro al litro, in calo di 3 millesimi.

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Il Gpl viene venduto mediamente a 0,893 euro al litro, con un aumento di 5 millesimi, mentre il metano scende di un millesimo e si posiziona a 1,836 euro al chilogrammo. La rete autostradale conferma così livelli più alti rispetto ai distributori presenti sulle strade ordinarie.


Quanti distributori sono sotto soglia

Secondo i dati elaborati da Staffetta Quotidiana, alla rilevazione precedente risultavano 11.018 punti vendita con la benzina sotto i 2 euro al litro, su un totale superiore a 21mila impianti. Per il diesel, 8.733 distributori proponevano un prezzo inferiore a 2,200 euro al litro.

Erano invece 14.126 i punti vendita con il gasolio sotto quota 2,260 euro al litro. La nuova indicazione di Eni si inserisce in questo quadro e, secondo la ricostruzione dei dati, potrebbe essere legata anche alla nuova flessione delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati. L’azienda la considera comunque una scelta commerciale e precisa che il tetto resta fissato a 2,25 euro al litro.

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