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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Azimut, settembre a 683 milioni: la Turchia non frena la corsa

La raccolta da inizio anno raggiunge 10,9 miliardi, mentre le masse del gruppo salgono a 158,9 miliardi grazie anche ai mercati privati.

Le tensioni sui mercati turchi hanno provocato deflussi per circa 695 milioni di euro, ma non hanno compromesso il risultato complessivo di Azimut. A settembre il gruppo ha chiuso con una raccolta netta positiva di 683 milioni, sostenuta soprattutto dalle attività nei mercati privati.

Il bilancio dei primi nove mesi resta ancora più significativo: la raccolta complessiva ha raggiunto 10,9 miliardi di euro. Nello stesso periodo, le attività globali hanno portato 5,9 miliardi, spingendo il gruppo oltre l'obiettivo annuale previsto dal piano strategico “Elevate 2030”.


La Turchia pesa, ma non cambia il quadro

Il dato negativo registrato in Turchia è stato ricondotto a una fase temporanea di forte instabilità, che ha favorito vendite diffuse nel comparto. Alessandro Zambotti, amministratore delegato e direttore finanziario del gruppo Azimut, ha spiegato che l'episodio non ha intaccato i fondamentali dell'attività.

“Nel mese abbiamo registrato deflussi per circa 695 milioni di euro in Turchia, legati a temporanee tensioni di mercato che hanno innescato vendite diffuse nel settore senza tuttavia intaccare i fondamentali del nostro business che rimangono solidi”, ha dichiarato Zambotti.

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Il manager ha inoltre confermato l'impegno della società nel Paese, definendo transitoria la situazione recente e richiamando la solidità dell'offerta rivolta alla clientela istituzionale.


Italia e mercati privati trainano la raccolta

A sostenere il risultato mensile sono stati in particolare i mercati privati, ai quali si devono 459 milioni di euro. In Italia, considerando anche le partnership, la domanda della clientela si è avvicinata a 800 milioni tra strumenti legati ai mercati pubblici e soluzioni private.

La crescita della raccolta ha portato le masse complessive a 158,9 miliardi di euro alla fine di settembre, con un incremento del 13% rispetto all'inizio dell'anno. Il risultato delle attività globali, pari a 5,9 miliardi in nove mesi, supera già l'intervallo di 5-8 miliardi fissato su base annua da “Elevate 2030”.

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