Riforma portuale, l’allarme della Filt Cgil: «Mancano garanzie
Stefano Malorgio contesta l’impianto del provvedimento e chiede maggiore equilibrio nelle scelte sul futuro dei porti italiani.
La Filt Cgil guarda con forte apprensione alla riforma portuale attualmente in discussione. A esprimere la posizione del sindacato è stato il segretario generale Stefano Malorgio, intervenuto a Bari al termine dell’incontro dedicato alle infrastrutture e allo sviluppo dell’Italia.
Il sindacato mette in guardia
Secondo Malorgio, il percorso della riforma non offre ancora sufficienti rassicurazioni. Il dirigente della Filt Cgil ha spiegato che l’organizzazione segue con preoccupazione l’avanzamento del provvedimento.
«Siamo preoccupati per la riforma portuale che sta avanzando, non ci convince e riteniamo che manchino una serie di equilibri e garanzie», ha dichiarato Malorgio al termine dell’appuntamento.
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Il confronto sul futuro dei porti
Le parole del segretario generale sono arrivate durante l’evento “Infrastrutture 2030: oltre il Pnrr, l’Italia del futuro”, promosso dalla Filt Cgil a Bari. L’iniziativa ha fornito il contesto nel quale il sindacato ha espresso le proprie riserve sulla riforma.
La posizione illustrata da Malorgio si concentra dunque su due aspetti: la mancanza di garanzie ritenute necessarie e l’assenza, nell’attuale impostazione, di adeguati equilibri. La Filt Cgil ha così reso pubblico il proprio giudizio critico sul testo in fase di avanzamento.
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